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Abbazia di Casamari, gioiello gotico-cistercense

Foto di Rocco Maltesi
Una veduta dall'alto del complesso dell'Abbazia di Casamari. Ubicata nell'omonima contrada del territorio di Veroli,  è un importante centro storico, culturale e spirituale del Lazio. E' possibile ammirare questo secolare monumento, percorrendo la via Mària, strada provinciale che collega Frosinone a Sora - Foto di Rocco Maltesi

Foto di Andrea Bufalini
L'Abbazia è uno dei monumenti italiani più antichi dell'arte gotico-cistercense, fu fondata dai benedettini nel 1035 - Foto di Andrea Bufalini

L’Abbazia di Casamari è uno dei monumenti italiani più antichi dell’arte gotico-cistercense.

Il complesso si trova nel territorio di Veroli in provincia di Frosinone, dove un tempo sorgeva la cittadina romana di Cereatae Marianae, luogo di culto della dea Cerere  ma anche luogo in cui nacque e crebbe il condottiero Caio Mario. Casamari infatti  vuol dire
casa di Mario.
 

Sepolta tra boschi inviolati, l’abbazia fu fondata dai benedettini nel 1035 e poi ricostruita dai seguaci di San Bernardo che vi si insediarono nel 1140.

L’abbazia di Casamari con Regio Decreto del 28 febbraio 1874 è stata dichiarata monumento nazionale.  

Struttura dell’Abbazia

Foto di Gerardo Forti
Il retro dell'Abbazia - Foto di Gerardo Forti

Casamari denota uno stile complementare diverso dai canoni costruttivi dell’arte monumentale del tempo ispirandosi all’architettura Borgognona di Francia, funzionale e semplice, propria dell’ordine dei cistercensi. ll senso di perfezione e di pace è rafforzato dalla pietra chiara e spoglia utilizzata per l’intero complesso mentre l’ambiente austero è magnificamente illuminato dalla luce del sole che filtra attraverso le vetrate di  alabastro. 

L'Abbazia è a tre navate, con abside e transetto, interamente costruita in pietra lavorata, senza stucchi decorativi né opere pittoriche che possano distogliere l’animo del religioso dalla contemplazione del divino.

Sulla crociera si innalza la lanterna o torre campanaria; attraverso una porta laterale si accede al chiostro e all’Aula Capitolare, l’ambiente più importante dopo la chiesa.

Foto di Emilia Trovini
L'Aula Capitolare, l'ambiente più importante dopo la chiesa. Due splendide bifore la rendono visibile dal corridoio del chiostro - Foto di Emilia Trovini
                               
Architettonicamente questo è il vero gioiello dell’arte gotico-cistercense, con quattro colonne a fasci e capitelli, che sorreggono le piccole ma armoniose volte a crociera, cordonate da travi di pietra finemente lavorata. Due splendide bifore la rendono visibile dal corridoio del chiostro.

Foto di Tonino Bernardelli
La volta della Sala del Capitolo architettonicamente è un vero gioiello dell'arte gotico-cistercense - Foto di Tonino Bernardelli 

La volta della Sala Capitolare merita uno sguardo attento, soprattutto per l’arcata centrale con strombature profondissime.

Foto di Pietro Scerrato
Il refettorio - Foto di Pietro Scerrato

Sul lato opposto si apre il refettorio: l’ala occidentale del monastero ospita i frati conversi e attualmente nell’abbazia vivono 20 monaci cistercensi.


Il refettorio Foto di Fabrizio Monti

 Lungo la galleria appoggiata al lato nord corre un lungo sedile di pietra dove i monaci, un tempo, ascoltavano le letture sacre.

Foto di Milena Rignanesi
L'ingresso all'Abbazia, con un ampio arco a tutto sesto che sorregge la sovrastante casa abbaziale con quattro eleganti bifore - Foto di Milena Rignanesi

L’Abbazia di Casamari si presenta al visitatore in tutta la sua robusta struttura, con un ampio arco d’ingresso a tutto sesto, che sorregge la sovrastante casa abbaziale con quattro eleganti bifore.

Foto di

 L'Atrio - Foto di Jurata Zmijewska                 
 

La chiesa

Sul lato opposto si apre il refettorio: l’ala occidentale del monastero ospita i frati conversi e attualmente nell’abbazia vivono 20 monaci cistercensi.

Subito dopo l’androne d’ingresso, con due archi a sesto acuto, si presenta in tutta la sua maestosità la facciata della chiesa, al culmine di un piazzale in ascesa,  la cui prima pietra fu posta e benedetta da papa Innocenzo III nel 1203.

Foto di Gerardo Forti
 Gli archi a sesto acuto dell'androne d'ingresso  -  Foto di Gerardo Forti

Essa è preceduta da un atrio con belle arcate, che modula lo sviluppo verticale della facciata.


Foto di Tonino Bernardelli
L'elegante portale d'ingresso  è costituito da sette fasci di archi a tutto sesto, il timpano presenta un bassorilievo con motivi floreali - Foto di Tonino Bernardelli
                             

L’ingresso principale è costituito da un portale con sette fasci di archi a tutto sesto, strombati, sorretti da eleganti colonnine.

Foto di Pietro Scerrato
Il timpano posto sul portale d'ingresso con il bassorilievo a motivi floreali - Foto di Pietro Scerrato

Il timpano presenta un bassorilievo con motivi floreali; il portale è rivestito da formelle di bronzo.

Foto di Tonino Bernardelli
Interno dell'Abbazia. La chiesa è a croce latina, a tre navate, con sette campate sorrette da robusti pilastri cruciformi e semicolonne -  Foto di Tonino Bernardelli                                                       

Le grandi arcate e gli spazi, scanditi in modi ritmico, creano un ambiente di mistico raccoglimento.

Foto di Tonino Bernardelli
L'abside è illuminata da un rosone a sei lobi e da cinque monofore che, come tutte le finestre della chiesa, furono protette con lastre di alabastro proveniente dalle cave dal monte Circeo, nel 1950 -  Foto di Tonino Bernardelli

L’unica trasformazione è costituita dall’altare maggiore, dono di Clemente XI (1711), sormontato da un baldacchino in marmo policromo e piccola lanterna.

Foto di Fabrizio Monti
L'Altare  Maggiore, il grande Ciborio settecentesco, donato da papa Clemente XI, decorato di stucchi e marmi policromi, che contrasta un pò con lo stile sobrio dell'architettura cistercense della chiesa - Foto di Fabrizio Monti

Questa aggiunta si trova al centro della crociera ma un tempo l’altare originario (in pietra) era collocato nell’abside. 

Foto di Gerardo Forti
L'elegante rosone della parete d'ingresso - Foto di Gerardo Forti

Foto di Tonino Bernardelli
Le grandi finestre di alabastro dell'abside della basilica  -  Foto di Tonino Bernardelli

Foto di Maurizio Ciliegi
L'Abbazia circondata del verde dei Monti Ernici -  Foto di Maurizio Ciliegi

Gli altri locali non di culto

Dal giardino, situato tra le due ali del Monastero, attraverso una elegante scalinata, si arriva al magnifico chiostro, vero centro della vita monastica e di tutto l’edificio. Qui i monaci passeggiano e trascorrono il tempo nella meditazione, nella lettura e nel silenzio.

Ha una struttura quadrangolare, legata al significato simbolico del numero quattro che rappresenta l'espressione dell'Universo. Il giardino interno riproduce l'armonia e la bellezza del cosmo, con la rappresentazione dei quattro elementi: la terra coltivata, l'acqua del pozzo, l'aria che lo avvolge, la luce che lo illumina.
                                                    
Il chiostro è formato da una serie di quattro bifore per ogni lato, sorrette da bellissime ed eleganti colonnine di varie forme; nel lato sud, in uno dei capitelli, sono rappresentati Federico II di Svevia, che visitò l’abbazia nel 1221, Pier delle Vigne (di Dantesca memoria) suo cancelliere,  e il volto (forse) dell’allora abate di Casamari.

Foto di Riccardo Granaroli
Il chiostro, vero centro della vita monastica e di tutto l’edificio. Qui i monaci passeggiano e trascorrono il tempo nella meditazione, nella lettura e nel silenzio - Foto di Riccardo Granaroli

Ed è questo un particolare unico per un edificio cistercense che di norma non dovrebbe avere nessun tipo di decorazione. E soprattutto è curioso trovare il volto di Federico II, personaggio al tempo molto discusso, in odore di eresia e di scomunica.
 

Foto di Gerardo Forti Foto di Maurizio Ciliegi
Altre due belle immagini del chiostro, abbellito ogni anno con fiori di diversi colori - Foto di Gerardo Forti e Maurizio Ciliegi

Dal lato nord del chiostro si accede al refettorio, un grande salone a due navate, sorretto da grandiosi pilastri. 

Foto di Maurizio Ciliegi
Il piccolo cimitero dei Monaci - Foto di Maurizio Ciliegi

Foto  48_marioc Foto 48_marioc
                                                                  

Foto di Maurizio Ciliegi Foto 48_marioc
Foto di Tonino Bernardelli Foto di Fabrizio Monti

Foto di Carlo Pascucci

Altre immagini dell'Abbazia - Foto di 48_marioc, Maurizio Ciliegi, Tonino Bernardelli, Fabrizio Monti, Carlo Pascucci

Dal lato sud si accede ai giardini e ai locali che accolgono una pinacoteca ed il museo dell’abbazia.  

Il Museo dell'Abbazia
 

Il museo, aperto al pubblico nel 1950, occupa alcuni locali dell’abbazia fondata nel sec. XI dai benedettini e ricostruita dai cistercensi nel XII-XIII sec, ed è costituito da una collezione archeologica, una pinacoteca e una piccola raccolta di oggetti sacri.

E’ in atto il riallestimento completo di tutto il percorso espositivo. Dal luglio 2003 è stata riaperta la sezione archeologica che espone materiale prevalentemente romano rinvenuto a Cereatae Marianae e dell’età del ferro, tra cui cippi marmorei, frammenti di pavimento a mosaico, monete romane, terrecotte, vasi fittili e tronchi di statue.  La pinacoteca, che conserva dipinti dal XVI al XVIII secolo tra cui l’”Elemosina di S. Francesco” di Giovanni Serodine (1600 - 1630) e la raccolta d’arte sacra, in riallestimento, non sono invece visitabili.
Nelle sale duecentesche si conservano reperti archeologici di epoca romana e numerosi quadri donati all’abbazia nel corso di cinque secoli.  Bellissime anche l’antica farmacia e la Biblioteca con antichi volumi, pergamene e incunabili, visitabili solo nei giorni feriali. 

Testo: Marina Mucaria

L'abbazia di Casamari è divenuta, in questi anni, sede di varie attività che ancora oggi vedono impegnati i monaci che, oltre alla partecipazione assidua alla preghiera, curano anche l'insegnamento presso il collegio San Bernardo, interno all'abbazia, la farmacia, la liquoreria, il restauro dei libri, la gestione della biblioteca e del museo archeologico. 

Per approfondimenti: 

Profilo storico dell'abbazia

Abbazia di Casamari, Via Maria, 25 - 03029 Veroli (Fr) Tel. 0775.282371 - 282800;  E-mail: info@abbaziadicasamari.it 

Foto di  Andrea Bufalini, Riccardo Granaroli, Emilia Trovini, Tonino Bernardelli, Gerardo Forti, Fabrizio Monti, Luigi Strano, Milena Rignanesi, Maurizio Ciliegi, Pietro Scerrato, Carlo Pascucci, 48_marioc, Jurata Zmijewska  che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.
La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.







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