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La Certosa di Trisulti e l'Antica Farmacia

Foto di Franco Carnevale
La Certosa di Trisulti è uno dei monasteri più belli dell'Italia centrale, è monumento nazionale dal 1873 -   Foto di  Franco Carnevale 

La Certosa di Trisulti è uno dei Monasteri più belli dell’Italia centrale, posta a circa 800 m s.l.m.

Questo posto cosi solitario ed ideale per la preghiera è affidato ai Cistercensi, che ancora oggi danno il benvenuto ai visitatori tra chiostri silenziosi ed antichi laboratori di farmacia ed erboristeria. 

Foto di Pasquale Paolino
La duecentesca Certosa, circondata dalle secolari querce dei Monti Ernici, è posizionata ai piedi del Monte Rotonaria - Foto di Pasquale Paolino

È collocata tra boschi di querce, nella cosiddetta Selva d'Ecio, alle falde del monte Rotonaria (Monti Ernici), a 825 m di altitudine e a 6 km a nord-est del centro abitato.
 

È monumento nazionale dal 1873. Dal dicembre 2014 la sua gestione è curata dal Polo Museale del Lazio.

Foto di Tonino Bernardelli
Veduta aerea del complesso della Certosa  -  Foto di Tonino Bernardelli

Ristrutturata nel XVII secolo, stupisce il visitatore per la bellezza della sua chiesa dedicata a S. Bartolomeo e la farmacia, o meglio spezieria, dando la sensazione di essere tornati in dietro nel tempo e poter incontrare, da un momento all’altro, uno dei monaci dall’abito bianco.
 

Foto di Alberto Bevere
La scalinata d'ingresso che conduce alla Chiesa di San Bartolomeo e all'antica farmacia   -  Foto di Alberto Bevere

Per entrare nella certosa, racchiusa da mura, bisogna varcare il grande portale sormontato da un busto di San Bartolomeo, opera di Jacopo Lo Duca, allievo di Michelangelo Buonarroti. Sopra di esso si apre una caditoia che rievoca lotte di altri tempi.

Foto di Alberto Bevere Foto di Alberto Bevere
Foto di Alberto Bevere Foto di Alberto Bevere
L'Eremo di San Domenico  -  Foto di Alberto Bevere

Una prima abbazia benedettina fu fondata nel 996 da san Domenico di Sora: di essa restano alcuni ruderi a poca distanza dall'odierno complesso.

L'abbazia attuale fu costruita nel 1204 nei pressi della precedente, ma in un sito più accessibile, per volere di papa Innocenzo III dei conti di Segni e fu assegnata ai Certosini. La chiesa abbaziale di San Bartolomeo fu consacrata nel 1211.

Foto di Alberto Bevere
L'antica Foresteria, in stile romano-gotico, detta "Palazzo di Innocenzo III", attualmente ospita l'antica Biblioteca  -  Foto di Alberto Bevere

Nel piazzale principale si trovano l'antica foresteria romanico-gotica detta "Palazzo di Innocenzo III", che si caratterizza per il portico e la terrazza e che ospita un'antica biblioteca (36.000 volumi), e la chiesa di San Bartolomeo. 

Chiesa di San Bartolomeo

Foto di Alberto Bevere
La facciata della chiesa di San Bartolomeo fu realizzata nel 1768 dall'architetto Paolo Posi. Alla originaria struttura gotica si è sovrapposto, negli anni,  un impianto decorativo barocco Foto di Alberto Bevere

La chiesa è dedicata alla Vergine Assunta, a san Bartolomeo e al fondatore dei certosini san Bruno ed è stata più volte rimaneggiata, cosicché all'originaria struttura gotica si è sovrapposto un impianto decorativo barocco; la facciata è del 1798 ed è stata realizzata dall'architetto Paolo Posi.

Foto di Alberto Bevere
Conformemente alla tradizione architettonica certosina, la chiesa  è divisa in tre parti: Coro dei Fratelli Conversi, Coro dei Padri e PresbiterioI due cori, divisi tra loro da un muro divisorio, comunicano tramite una splendida porta lignea, opera dell'intagliatore altoatesino Giuseppe Kofler. Il quadro a sinistra di questa porta raffigura San Giovanni Battista, il quadro a destra San Michele Arcangelo. Si tratta purtroppo di copie in quanto gli originali sono stati rubati da mani sacrileghe. Sotto gli altari si trovano i corpi di due santi martiri riccamente vestiti: San Benedetto e San Bonifacio. Il dettaglio del pavimento del Coro dei Padri riproduce la stessa forma del pavimento della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma  (F. Girolami) - Foto di Alberto Bevere 

L'interno è suddiviso da un'iconostasi in due parti: quella dei conversi e quella dei Padri, conformemente alla tradizione certosina. Alla base dell'iconostasi trovano posto i resti di due martiri cristiani, in seguito vestiti da cavalieri.  

Foto di Paul Grey
La volta a botte della chiesa è decorata dal pittore e architetto siciliano Giuseppe Caci con l'opera "Gloria dei Santi" - Foto di Pasquale Paolino

Foto di Carlo Pascucci
Porta lignea finemente intagliata posta alla base dell'iconostasi che divide la parte dei Conversi da quella dei Padri. E' un capolavoro di ebanistica di Giuseppe Kofler - Foto di Carlo Pascucci

Foto di Carlo Pascucci Foto di Carlo Pascucci
                                                 Dettagli della porta lignea - Foto di Carlo Pascucci 
 
Foto di Alberto Bevere
L'interno della chiesa, ai lati i cori lignei di Mastro Iacobo e di frate Stefano  Foto di Alberto Bevere
 

Notevoli i due cori lignei: uno, del 1564, è opera del certosinoMastro Iacobo certosino frate Stefano.

Foto di Alberto Bevere
Dipinto di Filippo Balbi "La strage degli innocenti" - 
 Foto di Alberto Bevere

Nella chiesa sono conservate pregevoli opere pittoriche di Filippo Balbi, tra cui un dipinto sulla strage degli innocenti.

Foto di Paul Grey
Sull'altare maggiore il Tabernacolo settecentesco di Mattia Venturesi e la Pala di Vincenzo Manenti raffigurante la Madonna in trono con Bambino e i Santi Bartolomeo e Bruno. Nella pareti della navata, le quattro grandi tele ottocentesche di Filippo Balbi con storie certosine e dell’antico testamento e, dello stesso autore, la serie di ovali con santi e beati dell’ordine. La collezione riproduce anche le tele di XVII e XVIII secolo conservate sugli altari delle cappelle laterali e la decorazione della sala capitolare realizzata da Giacomo Manco -  Foto di Pasquale Paolino

Gli affreschi della volta, raffiguranti una Gloria del Paradiso, sono stati realizzati da Giuseppe Caci nel 1683;  di Vincenzo Manenti è la pala d'altare che raffigura una Madonna in trono con il Bambino e i santi Bartolomeo e Bruno, quest'ultimo fondatore dell'ordine certosino. 

Foto di Pasquale Paolino
Volta di Filippo Balbi   "Santa Maria della Provvidenza"   -
Madonna con Bambino, angeli e monaci certosini che distribuiscono elemosina ai bambini bisognosi  -  Foto di Pasquale Paolino

L'antica farmacia

Foto di Pasquale Paolino
L'antica farmacia del XVII sec., un ambiente affascinante e prezioso - Foto di Pasquale Paolino 

Foto di Alberto Bevere
 Al centro il bancone dipinto da Giacomo Manco, dietro la scansia che riveste le pareti realizzata da Giuseppe Kofler (sec. XVIII). -  Foto di  Alberto Bevere 

Foto di Tonino Bernardelli
Un'altra bella immagine dell'antica Farmacia  - Foto di Tonino Bernardelli

E' decorata con realistici trompe-l'œil di ispirazione pompeiana e presenta arredi settecenteschi di Giuseppe Kofler e scaffalature in legno con i vasi in vetro cui venivano conservate le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti, le antiche ricette di magici infusi che i monaci realizzano con erbe medicinali ed aromatiche coltivate nei loro giardini. 

Foto di Alberto Bevere
Gli affreschi della volta, ideati da Filippo Balbi e realizzati da Giacomo Manco con trompe-l'oeil di ispirazione pompeiana  - Foto di Alberto Bevere


L'antica farmacia, è costituita da vari ambienti su due livelli. Segue lo stile pompeiano in voga sul finire del Settecento anche la decorazione della volta a crociera della sala principale, ideata dal Filippo Balbi e affrescata da Giacomo Manco

Foto di Pietro Scerrato
L'ingresso al Salottino del Balbi. Nella stanza, ben visibile l'affresco raffigurante Padre Benedetto Ricciardi, il monaco addetto alla spezieria e amico di Balbi - Foto di Pietro Scerrato

Foto di Alberto Bevere
Il Salottino di Filippo Balbi. Sul pavimento musivo una enorme clessidra alata inscritta in un cerchio, attorno alla quale sono disposti i nomi delle virtù umane (ma non solo teologiche): costanza, saggezza, moderazione, verità, sincerità, obbedienza, pazienza, compassione, perseveranza, fedeltà, perfezione, rettitudine. Al centro, la scritta "Memini, volat irreparabile tempus" ("Ricorda, il tempo vola irreparabilmente"). Esternamente, sfere e cuori concentrici, in bianco e rosso  -   Foto di Alberto Bevere

Foto di 48_marioc
Altra immagine del salottino di Filippo Balbi -  Foto di  48_marioc

Foto di Alberto Bevere
Affreschi di Filippo Balbi sulla parete d'ingresso della farmacia, il primo rappresenta l'Allegoria dell'Abbondanza e dell'Avarizia, l'altro il Ragazzo che porta l'acqua - Foto di Alberto Bevere  

Il salotto d'attesa è detto Salottino del Balbi: anch'esso è stato decorato — in maniera molto originale — dal pittore napoletano; il dipinto che ritrae frate Benedetto Ricciardi, all'epoca direttore della farmacia, si distingue per l'elevato realismo e la complessa costruzione prospettica.

Nella farmacia si possono vedere i vasi in cui erano conservate le erbe medicamentose e i veleni estratti dai serpenti.

Foto di Alberto Bevere

Foto di Pasquale Paolino

Foto di Pietro Scerrato Foto di Piettro Scerrato
Affreschi del Balbi nell'antica farmacia -  Foto di Alberto Bevere, Pasquale Paolino e Pietro Scerrato

Foto di Alberto Bevere Foto di Alberto Bevere
Foto di Pasquale Paolino Foto di Alberto Bevere
Foto di Alberto Bevere Foto di Pietro Scerrato
Particolari di diversi ambienti della Certosa - Foto di Alberto Bevere e Pasquale Paolino

Foto di Tiberio Frascari
La fontana sita nel retro - Foto di Tiberio Frascari

Interessante il giardino antistante la farmacia in cui le siepi di bosso ripropongono forme animali: un tempo era l'orto botanico.

Foto di Alberto Bevere
I giardini della Certosa con siepi di bosso che ripropongono forme animali  - Foto di Alberto Bevere

Indirizzo: Via Trisulti, 8 Collepardo (Fr) Telefono: 0775 47025

Testo: Wikipedia - Escursioni in Ciociaria 

Foto di Alberto Bevere, Franco Carnevale, Carlo PascucciTonino BernardelliPasquale Paolino, Pietro ScerratoTiberio Frascari,che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 
La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicateEsse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.  



 

 





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