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Isola del Liri, la Cascata naturale in centro storico
Foto di Romolo Rea
La bellissima cascata di Isola del Liri è originata dalle acque del fiume Liri ed è alta circa 27 metri. Una delle poche cascate a trovarsi nel centro storico di una città, unica in Italia e in ambito europeo. In alto a sx il Castello Ducale o Boncompagni-Viscogliosi - Foto di Romolo Rea

Isola del Liri è un comune di 11.991 abitanti.

Il centro cittadino si sviluppa su un'isola formata dal fiume Liri, dove questo si biforca in due bracci che in prossimità del centro cittadino, all'altezza del castello Boncompagni - Viscogliosi, formano ciascuno un salto, la Cascata Grande e la Cascata del Valcatoio (o, anticamente, del Gualcatojo). 


Veduta aerea della Cascata Grande e della Cascata del Valcatoio, a sx il Castello Ducale  -  Foto di Stefano Di Pede

La Cascata Grande è formata dal braccio di sinistra del fiume, ed è alta circa 27 metri: una delle poche cascate a trovarsi nel centro storico di una città, unica in Italia e in ambito europeo.

La Cascata del Valcatoio, formata dal braccio di destra del fiume, è meno spettacolare della prima anche perché le sue acque sono irregimentate e captate per alimentare un impianto di produzione elettrica. Il suo salto non è perfettamente verticale, ma segue un piano inclinato di circa 160 metri lungo un dislivello di circa 27 metri.

Foto di Pina Magliocchetti
La Cascata in versione primaverile - Foto di Pina Magliocchetti

La Cascata di Isola del Liri è stata proclamata da Skyscanner, piattaforma che si occupa di turismo, al 2° posto tra le dieci meraviglie naturali d'Italia.


Il nome di Isola del Liri deriva dal sito in cui si è sviluppato il centro abitato: un'isola formata dal fiume Liri. Il primo nome registrato della città fu Insula Filiorum Petri, cioè Isola dei figli di Pietro, gastaldo di Sora. 

Foto di Eugenio Oi
La Cascata circondata dal verde - Foto di Vincenzo Vona

In realtà già in un documento del 1004 si registra una località nel contado sorano denominata Colle dell'Isola. Nell'uso comune e nella cartografia fu sempre Isola, talvolta con la specificazione di Sora, perché strettamente legata insieme a Castelliri (allora Castelluccio) alla vicina Sora, di cui seguì le sorti fino all'età napoleonica. A seguito dell'unificazione nazionale, nel 1863 Isola divenne Isola presso Sora per poi ottenere nel 1869 il nome attuale.

 Foto di @Abulafia
 Balconata sulla cascata  -  Foto di Federico Tomasello

L'origine di Isola del Liri è strettamente legata ai due municipi romani vicini di Arpinum e Sora, che si spartivano l'attuale territorio comunale della città. Le conquiste degli antichi romani, arrivati persino nel Sannio, hanno stabilizzato la loro presenza per tantissimo tempo nelle terre dell'attuale Provincia di Frosinone. La città nel Medioevo cadde, alternativamente, sotto il dominio bizantino e longobardo, finché divenne parte della contea di Sora nel Principato di Capua.

La città nel Medioevo cadde, alternativamente, sotto il dominio bizantino e longobardo, finché divenne parte della contea di Sora nel Principato di Capua. Isola del Liri fu il feudo della famiglia dell'Isola (de Insulae) del XII secolo al XIV secolo. Fra i personaggi famosi di questa famiglia, furono Roffredo dell'Isola, abate di Montecassino, conte d'Arce e Bartolomeo dell'Isola che godeva gli onori nel sedile di Capuano a Napoli. Alla fine del XIV secolo, Isola del Liri fu ceduta alla famiglia Cantelmo.

Foto di Franco Carnevale
Quando il Liri fa paura! 1 dicembre 2010, Isola del Liri è accerchiata dal fiume in piena! - Foto di Franco Carnevale

Durante l'Ancien Régime la città conobbe un'economia florida e un migliore assetto urbanistico, grazie soprattutto alla famiglia Boncompagni. Nel 1579, papa Gregorio XIII, acquistò il feudo del Ducato di Sora dai duchi di Urbino Della Rovere per donarlo al nuovo duca Giacomo Boncompagni, suo figlio. Per molti anni Isola del Liri fu sede dei duchi di Sora e il suo castello il principale centro amministrativo del ducato. Nell'ultimo periodo del triennio giacobino, e in particolare nel maggio 1799, a Isola ebbe luogo l'eccidio nella chiesa di San Lorenzo Martire: oltre cinquecento persone che si erano riparate nel luogo di culto furono, infatti, trucidate dall'esercito rivoluzionario.
 

Foto di Romolo Rea
                        Foto di autori diversi
Nel corso del XIX secolo, e a seguito del riassetto amministrativo realizzato nel Regno di Napoli con Gioacchino Murat, la città fu annessa alle sorti politico-amministrative della provincia di Terra di Lavoro e, all'interno di essa, del Circondario di Sora. Nel secondo decennio del XIX secolo, Carlo Lefebvre di Pontarlier gettò le basi per lo sviluppo industriale della zona, impiantando qui le prime cartiere.                       

Foto di Roberto Capobianco
La cascata nella blue hour - Foto di Roberto Capobianco

Dal 1821 al 1841 sorsero nella Valle del Liri numerose altre cartiere, la maggior parte delle quali site a Isola del Liri, che si trasformò da piccolo centro rurale a polo industriale di prim'ordine per la fabbricazione della carta.

Foto di Romolo Rea
Foto di Romolo Rea

Negli stessi anni, al servizio dell'industria della carta, nacque e si sviluppò a Isola del Liri anche la lavorazione di feltri per cartiere. Questa poté svilupparsi anche grazie alla presenza dei numerosi lanifici locali, il primo dei quali era stato fondato nel 1805 da Clemente e Vittorio Simoncelli.


 La cascata nel periodo natalizio - Foto di Tonino Bernardelli

Notevole sostegno all'industria del paese venne offerto dalla possibilità di impiantare centrali per la produzione di energia idroelettrica lungo il corso del fiume Liri. All'inizio del XX secolo Isola del Liri era uno dei pochissimi centri della zona a poter disporre di energia elettrica per uso pubblico e privato.

Foto di Gerardo Forti
La galleria aperta sulla cascata  - Foto di Gerardo Forti
  

Cartiere, lanifici e feltrifici prosperarono nel corso del secolo. Lo scoppio della prima guerra mondiale e il terremoto del 13 gennaio 1915 non arrestarono lo sviluppo industriale del paese. Durante gli anni della dittatura fascista l'assetto urbanistico mutò notevolmente con la costruzione di nuovi edifici pubblici, soprattutto scuole e asili. Negli anni trenta venne dato notevole impulso all'istruzione secondaria con l'istituzione della Scuola di Avviamento Professionale e la Scuola Tecnica Industriale. Nel dicembre 1926 Isola del Liri entrò nella neonata Provincia di Frosinone.

Foto di Tonino Bernardelli Foto di Giacomo Salomone
Immagini della cascata in notturno - Foto di autori diversi

L'attività industriale del paese non si arrestò con lo scoppio della seconda guerra mondiale, ma successivamente all'armistizio di Cassibile la cittadina, per via della sua posizione geografica, fu oggetto di diversi bombardamenti da parte degli Alleati. Le prime bombe caddero su Isola del Liri il 23 ottobre del 1943. Le industrie si fermarono e i cittadini cominciarono a sfollare nelle campagne limitrofe. I bombardamenti continuarono fino al termine della Battaglia di Montecassino, al termine della quale numerosi profughi si rifugiarono nel paese. Diverse fabbriche erano andate distrutte e i macchinari trafugati. L'economia del paese riprese lentamente nel dopoguerra grazie anche al commercio illegale di sigarette, prodotte artigianalmente con le scorte di carta superstiti. Negli anni sessanta la rinata industria locale si avviava verso un lento declino, mentre l'artigianato confermava con l'arte della tessitura e con la produzione di mobili in stile le sue peculiarità tradizionali.
 

Villa Lefebvre - Pisani

Foto di Vincenzo Corona
Villa Lefebvre, dal nome della famiglia che la fece edificare e l'abitò dall'Ottocento fino al primo decennio del Novecento - Foto di Vincenzo Corona

Villa Nota-Pisani anche detta Villa Lefebvre dal nome della famiglia che la fece edificare e l'abitò dall'Ottocento fino al primo decennio del Novecento.

Essa fu commissionata da Carlo Lefebvre, industriale cartario di origine transalpina giunto in Italia al seguito di Napoleone Buonaparte durante la campagna d'Italia. La realizzazione avvenne ad opera di maestranze francesi.
La villa è edificata in stile eclettico ed era circondata da un grande parco di piante di alto fusto, attualmente estendentesi per circa un ettaro. Gli interni sono affrescati da Trompe-l'œil e decorati con papier paint. 

Nella villa fu ospitato Re Ferdinando II di Borbone e molte personalità di spicco oltre ad esponenti della nobiltà italiana e straniera dell'epoca.
 

Il Castello Ducale o Boncompagni-Viscogliosi

Foto di Vincenzo Corona
Il Castello Ducale o Boncompagni-Viscogliosi in una suggestiva immagine notturna -  Foto di Vincenzo Corona

Il Castello ducale di Isola del Liri, o Castello Boncompagni - Viscogliosi è un palazzo storico fortificato di Isola del Liri, posto a ridosso del centro storico dove il fiume Liri si biforca di due bracci per formare un'isola e due cascate alte circa 30 metri, la Cascata Grande e la Cascata del Valcatoio.

È monumento nazionale.

Il centro fortificato è probabilmente di origine alto-medievale, nel posto in cui dovette esservi stata originariamente una torre.

Foto di @Abulafia
L'elegante Salone del Castello Ducale è impreziosito da un ciclo di affreschi a soggetto biblico realizzati nell'ultimo decennio del Cinquecento  -    Foto Federico Tomasello

La prima menzione di un Castello ad Isola del Liri risale al 1100, in una bolla pontificia di papa Pasquale II diretta a Goffrido, vescovo di Sora, in cui si cita un Castellum Insulae. La fortificazione era un baluardo posto a difesa della piana di Sora e concepito come primo baluardo a difesa della città, probabilmente proprietà diretta della diocesi.

                     
Qui nel 1496 i Cantelmo e i Della Rovere organizzarono una resistenza anti-aragonese per preparare la riconquista del Regno di Napoli a Carlo VIII, con il sostegno del clero locale.

I Boncompagni in seguito ne acquisirono i diritti di proprietà.


Un'altra immagine del bellissimo salone del Castello ducale  - Foto sito web www.castelloboncompagniviscogliosi.it

Foto di Tonino Bernardelli Foto di Tonino Bernardelli
Foto di Tonino Bernardelli Foto di Tonino Bernardelli
Foto di Tonino Bernardelli
Gli affreschi del salone del Castello Ducale di ispirazione biblica - Foto di Tonino Bernardelli

 Nel XVII secolo Costanza Sforza trasformò la struttura militare in una residenza signorile, commissionando affreschi di ispriazione biblica e bassorilievi dei comuni appartenenti al ducato di Sora e curando la realizzazione di un parco.

Con la nomina dei Della Rovere a duchi di Sora il castello divenne parte integrante del patrimonio ducale, residenza ducale e sede principale delle attività politiche dei signori di Sora nella valle del Liri.

Foto di Davide Tullio
Veduta notturna della Cascata  -   Foto di Davide Tullio


  LIRI BLUES FESTIVAL
 

Foto di Simona Capaldi ph.
Foto di Simona Capaldi ph.

Il Liri Blues Festival è uno dei più importanti festival di blues italiani.

Si tiene dal 1988 in luglio ad
Isola del Liri, comune gemellato con la città di New Orleans.

Ai concerti, che hanno luogo nella centrale Piazza De' Boncompagni, si affiancano le jam sessions notturne e la musica nelle strade di Isola del Liri.

Dopo i primi anni, il festival è diventato itinerante, toccando anche altri centri della Ciociaria. Successivamente la manifestazione è ritornata stanziale e tuttora si tiene esclusivamente nella 'Città delle Cascate'.  La location attuale è Piazza De' Boncompagni, la stessa nella quale nell'88 vi furono i primi concerti.

Nei primi anni 2000 si sono svolte anche alcune edizioni invernali ("Liri Blues Winter") con famosi bluesmen italiani quali ad esempio Roberto Ciotti, Paolo Bonfanti, Fabio Treves.

La rassegna, oggi organizzata dalla D&B, ha sempre contato sul determinante apporto di collaboratori volontari e profondi conoscitori di blues come Mario Insenga (Blue Stuff), da sempre al fianco del festival.


Testo: Wikipedia  

Foto di Federico Tomasello (Abulafia), Stefano Di Pede, Romolo Rea,  Davide Tullio, Simona Capaldi ph., Pina Magliocchetti, Franco Carnevale, Vincenzo Vona, Vincenzo Corona, Tonino Bernardelli, Gerardo Forti, Roberto Capobianco, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 

La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.



 





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