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Monte San Giovanni Campano, il Castello ducale

Foto di Franco Olivetti
          Veduta del Borgo di Monte San Giovanni Campano, al centro il Castello ducale -   Foto di Franco Olivetti

Monte San Giovanni Campano è situato nel territorio dei Monti Ernici a 438 metri sul livello del mare.

Il territorio comunale si estende da nord a sud, presentando grandi differenze altimetriche. Da nord a sud, il territorio comunale interessa i monti Ernici, la che da Frosinone conduce a Sora, e le successive propaggini collinari, che digradano verso la valle del Sacco.

Foto di Maurizio Ciliegi
                    Il borgo incorniciato dalle montagne ancora innevate - Foto di Maurizio Ciliegi

Tra le cime, quella della Punta dell'Ortica 1.731 m, del Monte Pedicinetto 1.776 m, entrambe al confine con Veroli, monte Castellone 725 m, al confine con Castelliri.

Il territorio comunale è costeggiato dal fiume Liri; nell'interno scorre il torrente Amaseno che ne diventa affluente presso Campolato, nella campagna di Arce.

Monte San Giovanni Campano fa parte del circuito turistico dei Borghi più Belli d'Italia.

Secondo lo storico locale Ireneo Pio Valeriani, l'abitato si sviluppò con il nome di Castelforte su una sella tra il colle roccioso su cui era sorto il castello (fine del X secolo) e il colle San Marco, nell'ambito del fenomeno dell'incastellamento medievale.

Foto di Franco Olivetti 
Vicolo del centro storico, collegamento al civico 30  - Foto di Franco Olivetti

Secondo un altro storico locale, Vincenzo Belli, l'origine dell'abitato risalirebbe al V secolo, per il trasferimento in luogo più sicuro degli abitanti della città romana di Cereate, situata a poca distanza a nord-ovest. Il primo insediamento sarebbe sorto nella bassura a nord-est, odierna località Ciavaito.

All'inizio del VI secolo sul versante sud-occidentale del colle San Marco (località Bellezza) era sorto un monastero benedettino, dedicato ai santi Giovanni Battista e Evangelista, fondato da San Benedetto da Norcia, che avrebbe distrutto un tempio di Giano situato sul vicino Colianese.

Dal monastero deriva il nome preso successivamente dalla località di Monte San Giovanni.

Foto di Franco Olivetti
     Un  angolo di quiete del Borgo abbellito da un murales ispirato alla "Guernica" di Pablo Picasso -  Foto di Franco Olivetti

Nel 1495 Carlo VIII di Francia occupò il territorio di Campagna e Marittima dello Stato Pontificio, distruggendo il castello di Monte San Giovanni Campano e l'anno successivo, nel 1496 il Ducato di Sora, pur riuscendo a difendere la valle del Liri dall'assedio di Prospero Colonna e Federico I di Napoli, perse però Esperia e Monte San Giovanni Campano.

Foto di Ferdinando Potenti
                    Il viale di accesso al Castello - Foto di Ferdinando Potenti

Nel 1867 fu campo di battaglia della campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma, la campagna militare condotta dai volontari di Giuseppe Garibaldi con lo scopo di conquistare Roma.

Dopo il plebiscito del 1870 i territori dello Stato Pontificio, e quindi anche Monte San Giovanni Campano, entrarono a far parte del Regno d'Italia.

Testo: Wikipedia


Si chiama semplicemente Il Borgo il centro storico di Monte San Giovanni Campano
                   
Foto di Maurizio Ciliegi
Sulla sx la Torre pentagonale del Castello e il Palazzo D'Avalos, al centro l'edificio del Bargello, sulla dx la torre quadrangolare  -  Foto di Maurizio Ciliegi

Costruito lungo il digradare di un collo roccioso alto 420 metri, è formato da un nucleo fortificato, il Castello, e da un abitato che scende verso il basso ad anelli, con case addossate le une alle altre, quasi tutte con pareti esterne provviste di feritoie.

Foto di Maurizio Ciliegi
                           Salita verso il Castello  -  Foto di Maurizio Ciliegi

Una poderosa cinta muraria, di cui sono visibili solo pochi tratti, difendeva il lato nord-est, mentre gli altri versanti erano resi sicuri da strapiombi e aspri pendii rocciosi. Lungo il perimetro dell’abitato sono dislocate trentasei torrette quadrate e cilindriche, ormai inglobate nelle case perimetrali o sommerse dalla vegetazione. 

Foto di Ferdinando Potenti
         Il parco che circonda il Castello ducale - Foto di Ferdinando Potenti

Delle cinque porte originarie ne restano tre, la Codarda, la Rendola e quella della Scrima, mentre le restanti due, Valle e Rione, sono state sacrificale alle esigenze della circolazione automobilistica.          

Foto di Emilia Trovini
                 Una delle ville della famiglia Lucernari ad Anitrella- Foto di Emilia Trovini

Nel Castello, ben conservato, vale la pena di visitare le parti di pregio che ancora lo compongono, come un sontuoso palazzo di stile rinascimentale, diversi altri interessanti edifici, la cella (trasformata successivamente in cappella) in cui San Tommaso fu tenuto prigioniero dai fratelli e due torri, una delle quali curiosamente pentagonale.

Foto di Ferdinando Potenti
   La prigione di San Tommaso D'Aquino, dove fu rinchiuso dai fratelli per distoglierlo dalla vocazione religiosa - Foto di Ferdinando Potenti

Del Palazzo Ducale invece resta ben poco: era costituito da cinque piani e aveva la particolarità di essere più alto della torre maschia; gli ultimi tre piani furono demoliti a causa dei terremoti del 1703 e del 1915.

Foto di Federico Tomasello
La torre maschia a pianta quadrata, risalente al XII secolo, guarda verso il piazzale di Corte, il punto più alto del centro storico -  Foto di Federico Tomasello
 
La torre maschia guarda verso il Piazzale di Corte, il punto più alto del centro storico, dal quale si gode un panorama che spazia dai monti Ernici ai Marsicani, da quelli della Meta fin verso il monte Cairo, gli Ausoni, gli Aurunci e i Lepini.

Sulla stessa piazza si nota l’elegante edificio del Bargello.

Foto di Ferdinando Potenti
                                 Ingresso al giardino del Castello  -  Foto di Ferdinando Potenti


La Collegiata di Santa Maria della Valle è la chiesa principale del borgo. Distrutta dalle artiglierie di Carlo VIII, fu ricostruita dalle fondamenta nel XVI secolo, a croce latina, su disegno della scuola di Bramante.

Foto di Ferdinando Potenti
    Piazza Marconi: il Palazzo del Comune,  S. Maria della Valle e Santuario Madonna del Suffragio Foto di Ferdinando Potenti

Di elegante stile seicentesco, presenta un artistico portale di bronzo, opera dello scultore Tommaso Gismondi. 

Foto di Escursioni in Ciociaria

La collegiata di Santa Maria della Valle è la chiesa principale del borgo. Presenta un artistico portale di bronzo, opera dello scultore Tommaso Gismondi, e custodisce la statua lignea della Madonna del Suffragio, alta circa due metri, attribuita a un artista di scuola fiamminga - Foto di www.escursioniciociaria.com

Custodisce la statua lignea della Madonna del Suffragio, alta circa due metri, attribuita a un artista di scuola fiamminga.  

Foto di Augusto Cestra Photos
                     L'Altare della Collegiata di Santa Maria della Valle - Foto di Augusto Cestra Photos

Nel Palazzo Comunale, che condivide con la Collegiata lo spazio di Piazza Marconi, merita una visita la splendida sala consiliare.

Foto di Vincenzo Raso
                 La Sala consiliare del Comune - Foto di Vincenzo Raso

Restano da vedere inoltre la Chiesa di Santa Margherita col suo campanile romanico in parte murato, e quella di San Pietro fuori le mura, a croce greca del XII secolo.

Foto di Ferdinando Potenti
             Chiesa di San Pietro fuori le mura a croce greca (XII sec.)   -  Foto di Ferdinando Potenti

Su una solitaria collinetta a due km dal borgo sorge il Convento dei Cappuccini, costruito nel 1260 e completamente restaurato per volere della feudataria Vittoria Colonna, moglie di Ferdinando d’Avalos.

Nel 1531 fu donato da Antonella dei Conti d’Aquino al nuovo ordine dei Frati Minori Cappuccini, insieme a un terreno circostante. Interessanti il chiostro e la chiesa dedicata ai due Giovanni, Battista ed Evangelista.

La biblioteca conserva preziosi incunaboli donati ai frati dal monticiano Giovan Thomaso Cimello, letterato e musicista del XVI secolo.
 

Testo: I Borghi più belli d'Italia  

Foto di Franco Olivetti,  Ferdinando Potenti, Emilia Trovini, Enzo Sorci, Maurizio Ciliegi,  Vincenzo Raso, Stefano Strani, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.  
La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.    

 

 





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