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Falvaterra e le Grotte di Falvaterra e Rio Obaco

Foto di Gerardo Forti
                                          Una veduta del borgo di Falvaterra  -  Foto di Gerardo Forti

Il comune di Falvaterra si trova nell’area centro-meridionale della provincia di Frosinone; il paese è stato costruito sopra uno sperone che domina la sottostante vallata ove confluiscono i fiumi Liri e Sacco. Deriva il nome dall’antica città romana di Fabrateria, già costruita nel luogo di confluenza fluviale, più esattamente in contrada Civita di San Giovanni In carico.

Foto di Enzo Sorci
                                       Ansa del fiume Sacco nella campagna di Falvaterra  - Foto di Enzo Sorci

Giovenale celebrò le bellezze naturali del territorio nei suoi versi descrivendo il paese come il luogo ideale per l'otium.

Secondo quanto congetturato da diversi storici locali, Falvaterra sorse a seguito della distruzione di Fabrateria nel Medioevo. La popolazione si rifugiò sulle colline prospicienti dando vita ad una serie di villaggi: Falvaterra fu uno di questi.

L’esistenza del paese è documentata solo dopo l’anno Mille quando il borgo fu soggetto ai De Ceccano; nel 1128 fu conquistato dal papato diventando il limite meridionale del Lazio pontificio. Da allora Falvaterra è sempre stata zona di confine, almeno fino alla caduta del potere temporale nel 1870.
 
 

Nel corso del Medioevo venne gestita da un gruppo di consortes, svolgendo probabilmente la funzione di colonia militare. Ne è testimonianza la gran cura avuta per la custodia e l’efficienza delle fortificazioni. Oltre alla Chiesa di Santa Maria, vi si trovava la Chiesa di San Nicola, donata ai celestini di Sora. La rocca fu molte volte assediata e conquistata.

Foto di Emilia Trovini
                                                         Arco del Torrione belvedere - Foto di Emilia Trovini

Nel 1303 cadde nelle mani dei Caetani e nel secolo successivo in quelle dei Colonna, rimanendo sotto la loro signoria fino al 1816, anno dell’abolizione dei diritti feudali. Nel periodo risorgimentale e postunitario Falvaterra fu coinvolta nelle vicende del brigantaggio.

Foto di Enzo Sorci
                                           Piazza all'ingresso del paese - Foto di Enzo Sorci

Durante la seconda guerra mondiale ospitò molti sfollati del cassinate e della zona circostante, fra cui lo stesso municipio di Ceprano. Proprio quest’ultima cittadina attinge l’acqua per il suo impianto idrico dalle sorgenti situate nel territorio di Falvaterra.


                                           Ingresso al paese - Foto di Multimediadidattica

Il paese ha mantenuto nel tempo modeste dimensioni: la popolazione è oscillata dai 315 dei primi decenni del Seicento fino ai 1500 del 1871 per ridiscendere ai 500 dei giorni nostri.


                                             Torretta semicircolare, reperto dell'antica cinta muraria - Foto Multimediadidattica 

Il nucleo originario si raccoglieva sulla parte più alta del colle, ristretto entro una cerchia muraria di cui oggi rimangono pochi resti: qualche muro a scapoli regolari, archetti nelle pareti di case più vecchie, un pezzo di torretta semicircolare, un arco a tutto sesto.

Foto 48_marioc
                                                   Falvaterra in festa - Foto 48_marioc  

Foto di Marco Secondi Foto di Marco Secondi
Foto di Marco Secondi Foto di Marco Secondi
Foto di Marco Secondi Foto di Marco Secondi
                                                                 Il borgo - Foto di Marco Secondi

Il paese, di fatto, gravita ancora attorno ad una piccola piazza, alla Chiesa di Santa Maria e lungo la strada provinciale che l’attraversa. Le nuove costruzioni stanno espandendo il centro verso Pastena.

Chiesa di Santa Maria Maggiore


Chiesa di Santa Maria Maggiore - Foto Multimediadidattica

Un edificio notevole è la Parrocchiale di Santa Maria. Di origine medioevale, documentata già nel Trecento, è stata trasformata nel Settecento.

Chiesa di San Sosio Martire e convento

Foto di Enzo Sorci
                                                  Convento di San Sosio - Foto di Enzo Sorci

Fuori dell’abitato, lungo la strada che scollina c’è il grande Convento di San Sosio (clicca sul nome per approfondimenti), trasformato con l’attigua chiesa nel corso del Settecento e dell’Ottocento.

Foto di Emilia Trovini
                                               Chiesa e convento di San Sosio - Foto di Emilia Trovini

La chiesa, ad una sola navata, con cappelle laterali, presenta una decorazione barocca.

Foto di Enzo Sorci
                                                     Scalinata di accesso alla Chiesa  - Foto di Enzo Sorci

Attualmente tutto il complesso è utilizzato, oltre che per funzioni religiose, anche come centro di riunioni e convegni. La popolazione tende a scendere a valle per trovare lavoro nelle aree industriali di Ceprano, Frosinone e Cassino; per questo motivo Falvaterra mantiene le dimensioni dei secoli passati e forse il fascino di una vita tranquilla che non si trova più altrove.

Testo:  La Ciociaria


Monumento naturale regionale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco 

Foto di Carlo Germani
Il fiume sotterraneo, in alcuni periodi dell'anno va in piena, con portate di alcuni metri cubi al secondo, alimentando fragorose cascate e rapide - Foto di Carlo Germani

Il monumento naturale delle Grotte di Falvaterra e Rio Obaco è un'area di alto valore sia dal punto di vista speleologico che geologico con un sistema sotterraneo di grotte carsiche lunghe più di 5 chilometri che si snoda all'interno della collina di Monte Lamia (370 m s.l.m.).

Il sito, avente una estensione di 133 ettari, è stato dichiarato Monumento Naturale della Regione Lazio nell'ottobre del 2007.

Foto di Enzo Sorci
                                      Un'altra immagine degli ambienti della grotta - Foto di Enzo Sorci

La scoperta di questo sistema ipogeo la si deve agli speleosubacquei del Gruppo URRI di Roma Lamberto Ferri Ricchi e Carlo De Gregorio che nel luglio del 1964 superarono il sifone di ingresso, profondo più di 20 metri, che faceva da accesso al complesso delle Grotte di Falvaterra, direttamente comunicanti, tramite un percorso sotterraneo di quasi 2,5 km, con le Grotte di Pastena. In effetti le Grotte di Pastena rappresentano l'inghiottitoio delle acque provenienti dai bacini carsici di monte, mentre le Grotte di Falvaterra sono poste sulla risorgenza di queste acque sotterranee. 


                                                                  Foto lifegopark.it  

Le Grotte di Falvaterra sono state rese turistiche e sono facilmente visitabili, per i primi 250 metri, anche per i portatori di handicap, mentre nei tratti più interni è possibile praticare lo speleoturismo o il canyoning, soprattutto nel periodo che va da maggio a settembre. La grotta ha al suo interno tratti attivi, con un fiume sotterraneo perenne, e tratti fossili, rappresentanti vecchi e più alti percorsi del fiume, ormai abbandonati, dove domina il concrezionamento di calcite e dove le condizioni del clima interno sono più stabili. 

Foto di Gerardo Forti
                                    Altra suggestiva immagine della grotta - Foto di Gerardo Forti

 
Nell'area esterna, posta nel settore Nord orientale dei monti Ausoni, sono presenti percorsi che permettono di raggiungere le colline sovrastanti le rupi del Rio Obaco da dove si domina il panorama della Valle dei Latini fino ai monti Ernici e Simbruini e da dove è possibile raggiungere i due siti archeologici di Monte Castellone e Costa Marione.

Foto di Gerardo Forti Foto di Franco Carnevale
                                       Fiume sotterraneo perenne  -  Foto di Gerardo Forti e Franco Carnevale

Il fiume sotterraneo, in alcuni periodi dell'anno, va in piena, con portate di alcuni metri cubi al secondo, alimentando fragore cascate e rapide che possono essere ammirate nel percorso turistico su comode passerelle metalliche.

Foto di Alessio Buzi
Foto di Alessio Buzi
Foto di Alessio Buzi
Foto di Alessio Buzi
                         Tratto interno dove è possibile praticare speleoturismo o il canyoning  - Foto di Alessio Buzi

Nel marzo 2013 è stato costruito nei pressi del Centro Visitatori Grotte di Falvaterra e Rio Obaco, un labirinto ideato dal ricercatore e scrittore Giancarlo Pavat e voluto dal Prof. Augusto Carè. Questo manufatto è stato composto da rocce, muschi, pietre, piante e in metodo unicursale. 

Molto interessante risulta l'ecosistema ipogeo della grotta con specie di chirotteri, ortotteri, crostacei, aracnidi e con un ambiente epigeo che mostra una tipica zona umida nella zona del fiume ed una macchia mediterranea sulle alture. Di recente sono state scoperte sulle colline sovrastanti delle mura poligonali risalenti al periodo preromano aventi un certo interesse dal punto di vista archeologico.



Testo: Wikipedia

Foto di Emilia Trovini, Enzo Sorci, Marco Secondi, Alessio Buzi, Gerardo Forti,  Franco CarnevaleCarlo Germani, 48_marioc, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 
 
La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.


 

 





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