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Abbazia di Montecassino, la culla del monachesimo occidentale

Foto di Gerardo Forti
L'Abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto da Norcia nel 529 d. C.,  è il monastero più antico d'Italia insieme al monastero di Santa Scolastica  -  Foto di Gerardo Forti

L’Abbazia di Montecassino è uno dei luoghi di culto più importanti del Lazio e d’Italia e può essere definita come la culla del monachesimo occidentale.

Venne fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia, su una zona dove in tempi passati sorgeva un'antica torre e un tempio dedicato ad Apollo.

Posto su una collina a 519 metri di altezza, nel corso della sua storia l'Abbazia di Montecassino ha subito numerose vicende fatte di distruzioni, saccheggi, terremoti e successive ricostruzioni. Fu proprio San Benedetto a scegliere questa montagna per costruire un monastero che avrebbe ospitato lui e i monaci che lo seguivano da Subiaco.

Foto di Alberto Bevere
Nel corso dei secoli l'Abbazia ha conosciuto molte volte magnificenza e distruzione, ed è sempre rinata più forte dalle sue rovine. Nel 577 la distrussero i Longobardi, poi nell'887 i Saraceni. Nel 1349 ci fu un terrible terremoto e nel febbraio 1944 un bombardamento la rase quasi al suolo. L'attuale cattedrale  è stata ricostruita secondo il progetto del XVII / XVIII secolo, con alcuni elementi sopravvissuti al bombardamento - Foto di Alberto Bevere  
Nonostante un paganesimo ancora forte, egli ebbe la forza di trasformare un luogo sperduto e isolato in un monastero cristiano ben strutturato dove ognuno potesse avere la dignità che meritava, attraverso il lavoro e la preghiera. Nel 577, l’Abbazia di Monteccasino cominciò a subire le prime invasioni distruttive come quella da parte dei Longobardi.

I monaci non poterono far altro che abbandonare l’abbazia e cercare rifugio presso la città di Roma, portando con loro le spoglie di San Benedetto. Dal 643 i monaci trovarono ospitalità nella comunità di San Colombano a Bobbio e in seguito nei vari monasteri ed abbazie colombaniane in Italia ed in Europa, avendo così la possibilità di diffondere il messaggio del santo di Norcia e di conseguenza accrescere di molto le comunità benedettine.
 

Foto di Alberto Bevere
L'antica porta santa con la scritta "PAX" è l'ingresso principale dell'abbazia ma viene aperta solo in occasioni speciali. Sul portale lo stemma abbaziale - Foto di Alberto Bevere

Intorno al 717, a causa dell’azione di Petronace di Montecassino, l'abbazia venne distrutta una seconda volta dai Saraceni nel 883. Passarono molti anni prima che, nel 949 l’Abbazia di Montecassino venne ricostruita, grazie al volere di papa Agapito II.

Distrutta da un terremoto nel 1349 e nuovamente ricostruita nel 1366, l'abbazia assunse nel XVII secolo l'aspetto tipico di un monumento barocco napoletano, grazie anche alle decorazioni pittoriche di numerosi artisti. Ma le vicissitudini dell’Abbazia di Montecassino non finisco qui. Durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale, ed esattamente il 18 febbraio del 1944, un potente attacco delle forze alleate rase al suolo l’intera abbazia, credendo che li ci fossero nascoste delle truppe tedesche.

Quasi nulla rimase intatto da quel bombardamento aereo ma come per miracolo solo la statua di San Benedetto uscì indenne, rimanendo in piedi fino alla fine.

Foto di Alberto Bevere
Suggestiva immagine notturna dell'Abbazia  -  Foto di Alberto Bevere

Per tutto il medioevo, l'Abbazia di Montecassino fu un fervente centro di cultura grazie alla sapiente maestria dei suoi abati, alle ricche biblioteche, ai suoi archivi, alle scuole miniaturistiche.

Tutto questo nel corso dei secoli hanno permesso che molte opere antiche di pregio e dal grande valore storico venissero create e conservate.

La maggior parte delle decorazioni erano costituite da pitture, oggi in maggior parte perdute e delle cui conosciamo soltanto alcuni soggetti, come le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento nell'atrio.

Foto di Alberto Bevere
Il Chiostro d'ingresso è stato realizzato dove sorgeva un tempio consacrato ad Apollo. S. Benedetto lo riadattò a oratorio dedicandolo a S. Martino -  Foto di Alberto Bevere

Partendo dal Chiostro posto a uno dei due ingressi dell'abbazia (il secondo si trova sotto la Torre Romana abitata da San Benedetto), si passa attraverso il corridoio degli Ospiti e successivamente prosegue fino alla porta del Chiostro del Bramante

Foto di Vaticano.com
La grande scultura bronzea posta al centro del Chiostro è stata realizzata nel 1952 da Attilio Selva, rappresenta la morte di San Benedetto ed è stata donata all'Abbazia dal Cancelliere tedesco Adenauer  -  Foto Vaticano.com

All'ultimo piano della Torre Romana vi è l'appartamento Papale. Bellissima è la grande statua bronzea del 1952 di Attilio Selva rappresentante la morte di San Benedetto e donata all'abbazia dal Cancelliere Tedesco Adenauer.

Seguendo il porticato si passerà davanti al mosaico del Cristo tra la Madonna e San Martino disegnato da Frate Vignarelli.

Foto di Alberto Bevere
Il Chiostro bramantesco e la gradinata -   Foto di Alberto Bevere

Usciti dal Chiostro di ingresso si entra nel Chiostro del Bramante chiamato così proprio perché la struttura originale fu ideata e disegnata dal Bramante nel 1595.

Il chiostro è ampio e misura 30 metri di larghezza e 40 metri di lunghezza inclusa la gradinata. È possibile osservare, nel chiostro, due statue che raffigurano rispettivamente San Benedetto e Santa Scolastica.

Foto di Alberto Bevere
La struttura originale del Chiostro fu ideata e disegnata dal Bramante nel 1595. Ai lati le statue marmoree di San Benedetto e Santa ScolasticaFoto di Alberto Bevere

Il loggiato che si affaccia sulla Valle del Liri è stato nominato poeticamente Loggia del Paradiso.

Foto di Stefano Costantini
Al centro del chiostro bramantesco c'è il pozzo rinascimentale, in fondo la Loggia del Paradiso, dalla quale si può ammirare lo splendido panorama della pianura del Liri e dei Monti Aurunci. Volgendo lo sguardo verso dx si può vedere il Cimitero di Guerra Polacco - Foto di Stefano Costantini

Da qui volgendo, lo sguardo verso destra si vede il Cimitero di Guerra Polacco. Il disegno originale risalente al 1513 è attribuito ad Antonio da Sangallo il Giovane.

Foto di Alberto Bevere
Il Chiostro dei Benefattori fu realizzato nel 1513, verosimilmente su disegno di Antonio da Sangallo il Giovane. E' caratterizzato da due teorie di statue raffiguranti papi e sovrani patrocinatori, nel corso dei secoli, del santuario - Foto di Alberto Bevere

Giungendo al Chiostro dei Benefattori si osservano porticati risalenti al 1666 in cui sono disposte 24 grandi statue di Papi, Santi o Re che nel corso dei secoli hanno donato maggior splendore alla già bellissima Abbazia di Montecassino. 

Dopo il disastroso bombardamento tutta la struttura abbaziale venne ricostruita con un lungo ed accurato lavoro di restauro ed è considerata un vero simbolo della ricostruzione del dopoguerra Italiano. Con meticolosa cura vennero riutilizzati in parte i materiali che fu possibile recuperare dai marmi dei pavimenti e le intarsiature dei decori alle pareti. Molti degli affreschi e altre opere d’arte contenute nell’abbazia furono perdute per sempre ma nonostante tutto qualcosa si salvò, oltre alla miracolosa statua di San Benedetto, come ad esempio, il bellissimo coro posto dietro l’altare maggiore insieme al maestoso organo a canne.

La volta che sovrasta il Coro ligneo è stata dipinta da Stefanelli nel 1984 con affreschi in cui viene raffigurato San Benedetto in atto di predicare, di San Paolo e di San Giovanni Battista mentre sulla sinistra, ben riconoscibile dallo stemma dei de’ Medici, la tomba di Piero dei Medici. 

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto abate   

Foto di Serdir
La Cattedrale, ricostruita per ben quattro volte nel suo luogo originario, è una notevole opera d'arte con all'interno mosaici straordinari, intagli, affreschi e tarsie marmoree. Il progetto attuale è stato ideato dall'architetto e scultore Cosimo Fanzago. Otto cappelle riccamente decorate sono poste su entrambi i lati dell'area della navata centrale che conduce fino all'Altare Maggiore, dove sono conservate le reliquie di S. Benedetto e quelle della sorella Scolastica, ritrovate nel 1950 - Foto di Serdir

La cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto abate è la chiesa abbaziale dell'abbazia di Montecassino e la sede della cattedra dell'abate dell'omonima abbazia territoriale; ha il titolo di basilica minore.   

Chiesa di origini antichissime, più volte ricostruita e sede fin dal 1321 dell'abate territoriale, aveva assunto l'aspetto barocco nel corso dell'ultima ricostruzione nel XVIII secolo.

Foto di Emilia Trovini
Interno della Basilica Cattedrale di Montecassino. Il grande portale, in marmo nero d'Africa con colonne tortili in breccia di Sicilia, serve d'accesso ai locali riservati ai monaci; in alto un altorilievo di Madonna tra gli angeli di Alimondo Ciampi (XVIII secolo) - Foto di Emilia Trovini

Nel 1944 la basilica, unitamente al resto dell'abbazia, fu completamente rasa al suolo nell'ambito della famosa battaglia di Montecassino. Si decise, terminato il conflitto, di ripristinarla "com'era e dov'era", sotto la guida dell'ingegnere Giuseppe Breccia Fratadocchi. Gli interni oggi appaiono come si dovevano presentare prima dello sciagurato bombardamento, anche se l'apparato decorativo risulta tuttora incompleto e in fase di completamento.

La cattedrale venne consacrata da papa Paolo VI sabato 24 ottobre 1964, in occasione della festività dell'arcangelo Raffaele. Ha successivamente ricevuto la visita di due pontefici: quella di Giovanni Paolo II il 20 settembre 1980 e quella di Benedetto XVI il 24 maggio 2009.

L'esterno della cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto abate è caratterizzato dalla facciata, preceduta da un quadriportico.

Il prospetto è a salienti, e segue l'andamento della struttura interna della chiesa, con due volute, terminanti con pinnacoli, che raccordano la parte corrispondente le navate laterali a quella della navata centrale; quest'ultima, nella quale si apre un finestrone rettangolare, termina con un timpano triangolare, il cui frontone è decorato da un bassorilievo con al centro lo stemma abbaziale privo di particolari decorazioni che invece caratterizzano l'interno della chiesa.  

Foto di Alberto Bevere
L'Altare Maggiore. Sull'Altare si eleva una grande cupola ricreata secondo le dimensioni di quella originale, affrescata da Piero Annigoni.  Dietro l'Altare c'è il coro ligneo, la cui volta è stata affrescata da R. Stefanelli nel 1984, e un grande organo a canne di Mascioni di Cuvio -  Foto di Alberto Bevere

L'accesso alla chiesa è costituito da tre portali che danno sul nartece, quest'ultimo, come gli altri tre bracci del quadriportico, coperto con volte a crociera e sorretto da colonne tuscaniche; i battenti bronzei della porta centrale risalgono all'epoca in cui fu abate Desiderio (XI secolo), mentre quelli delle due porte laterali, con scene della vita di San Benedetto e delle distruzioni dell'abbazia di Montecassino, vennero donate dal Presidente della Repubblica Italiana Luigi Einaudi.

L'interno della cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto abate presenta una pianta a croce latina.

L'aula si articola in tre navate, con le due laterali più basse e strette di quella centrale, alla quale si raccordano tramite archi a tutto sesto poggianti su colonne tuscaniche intervallate a lesene corinzie; mentre la navata maggiore è coperta con volta a botte lunettata decorata da stucchi, la volta di ciascuna campata delle navatelle è costituita da una cupoletta senza tamburo, né lanterna. Durante il bombardamento sono andati irrimediabilmente perduti gli affreschi di Luca Giordano che decoravano l'aula.

Foto di Emilia Trovini
La Cappella del SS. Sacramento con l'originale Tabernacolo di Nicola  Salvi del XVIII sec., sopravvissuto al bombardamento - Foto di Emilia Trovini

Fra le cappelle che si aprono lungo le navate laterali, di notevole importanza quella del Santissimo Sacramento, lungo la navata di destra, il cui tabernacolo è ancora quello originario del XVIII secolo, opera di Nicola Salvi.
 

La crociera, interamente occupata dall'area presbiterale, è coperta da una cupola con tamburo e lanterna, con la calotta decorata da affreschi di Pietro Annigoni (1977) raffiguranti la Visione di San Benedetto, la Morte di Santa Scolastica e la Morte di San Benedetto; dello stesso autore è la Gloria di San Benedetto (1979) che occupa l'intera controfacciata.

Foto di Alberto Bevere
Affresco "Gloria di San Benedetto" di Pietro Annigoni    -     Foto di Alberto Bevere

Il presbiterio è preceduto sul lato anteriore da una scalinata con balaustra; sulla sinistra si trova la cattedra abbaziale, il cui schienale presenta un intarsio marmoreo florale; al centro, invece, vi è l'altare maggiore in marmi policromi, ricostruito utilizzando quasi esclusivamente le parti secentesche di Cosimo Fanzago sopravvissute al bombardamento del 1944. Sulla parte posteriore del manufatto vi è un'apertura all'interno della quale sono custodite le reliquie di San Benedetto e Santa Scolastica, poste sotto la mensa. 

La profonda abside rettangolare, lungo la quale vi sono gli stalli lignei del coro disposi su due ordini, è decorata sulla volta e sulle pareti da affreschi di R. Stefanelli  raffiguranti eventi salienti della storia dell'abbazia di Montecassino. 

Nell'abside della cattedrale si trova l'organo a canne Mascioni opus 693, costruito in sostituzione del precedente strumento, costruito nel 1696 dal sublacense Cesare Catarinozzi e successivamente ampliato da Quirico Gennari da Ancona nel 1830 e Pietro di Benedetto Saracini da Alvito nel 1880, quindi modificato e riformato da Pacifico Inzoli da Crema nel 1913.

L'organo attuale, venne commissionato nel 1953 e inaugurato nel 1957, su progetto dello stesso Vincenzo Mascioni, di Ferruccio Vignanelli (fratello di Padre Francesco, realizzatore materiale della cassa d'organo) e di Padre Luigi De Sario.

Lo strumento è a trasmissione elettrica e si articola in due corpi distinti:

quello principale è situato su un'apposita cantoria posta a ridosso della parete fondale dell'abside, al di sopra degli stalli lignei del coro, racchiuso da una fastosa cassa in stile neobarocco, ricostruita ispirandosi a quella antica, con anomala mostra a cinque campate anziché a tre;

quello corale, nell'abside, con relativa sezione del pedale.

La consolle, mobile indipendente, è situata a pavimento nell'abside, alle spalle dell'altare maggiore, e dispone di cinque tastiere di 61 note ciascuna e pedaliera concavo-radiale di 32 note, con placchette a bilico per l'azionamento degli annullatori, delle unioni, degli accoppiamenti e dei registri, questi ultimi in totale 82.

La Cripta

Foto di Pietro Scerrato
La Cripta, realizzata nel 1544 scavando nella viva roccia della montagna, unico luogo dell'abbazia rimasto indenne dai bombardamenti del 18 febbraio 1944 - Foto di Pietro Scerrato

L'unico luogo rimasto indenne dai bombardamenti alleati è il lungo corridoio stellato che conduce alla cripta.

Completamente decorata a mosaico, fu realizzata nel 1544 scavando nella viva roccia della montagna.

Foto di Marica Ferrentino
 Particolare del mosaico della Cripta - Foto di Marica Ferrentino

Tre sono gli ambienti che si trovano, anch'essi ripristinati in parte nel dopoguerra:
una cappella centrale contenente le statue di San Benedetto e Santa Scolastica realizzate nel 1959, la cappella di San Mauro e la cappella di San Placido. Le reliquie dei due santi non sono in verità conservate nei sarcofagi presenti in cripta ma nell'altare maggiore della cattedrale.   

*La cripta è accessibile tramite due scalinate poste rispettivamente nella navata di destra ed in quella di sinistra della Basilica di San Benedetto, nelle quali vi sono incisioni in marmo rappresentanti le dieci vergini della parabola presente in Matteo 25:1-13.

Gli artisti beuronesi, nel voler creare uno spazio altamente solenne, vollero sapientemente trarre ispirazione dalle tradizioni artistiche d’epoca classica ed altomedievale, con lo scopo di raggiungere un pieno connubio tra vocazione religiosa e vocazione artistica: facilmente riconoscibili nei dorati mosaici le influenze della scuola ravennate.

Migliaia di tessere da 1 cm x 1 cm compongono scenari della vita di S. Benedetto, angeli, pavoni (vedere
La simbologia cristiana“), santi, cristogrammi, croci greche; gli abbellimenti floreali e gli astri su sfondo azzurro sono una chiara rievocazione dell’arte paleocristiana di S. Apollinare in Classe.

Difficile in aggiunta non carpire l’intenzionale riferimento agli stupendi mosaici bizantini, riferimento non interamente realizzato nelle scritte: si è razionalmente preferita la citazione degli scritti benedettini a quella dei vangeli in greco antico.

Le figure austere ma finemente adornate presenti nelle incisioni su marmo richiamano le antiche decorazioni elleniche, fisse nel loro eterno momento d’adorazione e contemplazione. Tra le diverse immagini marmoree troviamo due angeli che reggono le quattro tavole con su scritto i gradi dell’umiltà (Scalae Humilitatis Gradus) secondo la ben rinomata Regola di S.Benedetto.

Foto di Giuseppe Gasparetti
La Croce di San Benedetto nella volta della Cripta - Foto di Francesco Gasparetti

I numerosi cristogrammi, accompagnati dall’alfa e l’omega, e le ancore, altamente simboliche, sembrano volerci trasportare nelle catacombe dei primi secoli come quella di Sant’Agata (246 – 261), in una generale “macchina del tempo” volta a far rivivere lo spirito cristiano che ha ispirato il fondatore dell’ordine.
Interessante notare l’aggiunta, puramente decorativa, in alcune sezioni d’icone alate in stile egizio, non a caso adiacenti a quelle elleniche – lo stile vuole essere un connubio d’epoca antica tra popolazioni mediterranee orientali.

I colori principali sono l’oro, il blu, il bianco ed il rosso.
Il blu, il bianco e l’oro sono tradizionalmente colori mariani, il che sottolinea una certa presenza avvolgente della Madre di Dio, mentre il rosso è per eccellenza il sangue di Cristo e dei martiri, elemento grandemente presente nelle devozioni paleocristiane.

Nonostante l’impressione sia quella di visitare un prezioso ed allo stesso momento fragile monumento di cristallo, la struttura nel tempo si è rivelata incredibilmente resistente: fu proprio grazie alla cripta che i monaci e parte della popolazione locale riuscirono a salvarsi dai bombardamenti nel 1944.**

Testo: da * a ** http://www.veniteadme.org/viaggio-nella-cripta-dellabbazia-montecassino/ 
 
                           

Foto di Alberto Bevere
Foto di Alberto Bevere
Foto di Antonio Cozzolino
                                                        Immagini dell'Abbazia - Foto di autori diversi

Testo: www.lazionascosto.it

Foto di Alberto Bevere, Gerardo Forti, Serdir, Marica Ferrentino, Stefano Costantini, Pietro Scerrato, Francesco Gasparetti, Emilia Trovini, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 
La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di proprietà esclusiva degli autori.
 
  

Abbazia di Montecassino
via Montecassino s.n.c.
03043 Cassino (FR)
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E-mail:
guide@abbaziamontecassino.org

Come arrivare all'Abbazia di Montecassino
Da Roma prendere la A1 direzione Napoli e imboccare l'uscita di Cassino. Prendendo la SS6 fino al centro di Cassino, le indicazioni vi guideranno in direzione dell'abbazia che dista dalla statale circa 8 km.

Cassino è comodamente accessibile anche con il treno dalle principali città. Un autobus che parte dalla stazione ferroviaria raggiunge l'Abbazia alle 10:20, 12:50 e poi alle 4:00 pm. Si parte alle 10:30, 01:00 e 17:00.

 





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