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Pico, il Castello Farnese e Tommaso Landolfi

Foto di Franco Carnevale
     Il borgo di Pico, un gioiello medioevale entrato a far parte de "I borghi più belli d'Italia" - Foto di Franco Carnevale

Il paese è posto a 190 metri di altezza, sul versante settentrionale dei Monti Aurunci, immerso in un ricco paesaggio di collinette coltivate a ulivo e vite.  

Il centro storico sorge attorno alla Rocca e offre al visitatore le chiese di S. Antonino, San Rocco, Santa Maria in Campo, S. Marina ed il Santuario di Monte Leucio, del XVI° secolo.

 Foto di Emilia Trovini
  Il borgo medioevale dominato dal Castello Farnese - Foto di Emilia Trovini  

Il paese conserva ancora l'aspetto dell'antico centro medievale, con notevoli resti di mura e torri.

La storia di questo centro, che sembra antichissimo, in realtà ha origine documentate solo nel Medioevo: sorto verso la metà dell'XI secolo attorno al castello costruito lungo il tracciato viario che attraversava i monti Ausoni, appartenne durante il Medioevo ai D'Aquino, ai Dell'Aquila, conti di Fondi, all'abbazia di Montecassino, agli Angioini (1266) e agli Spinelli (1331).

Foto di Marco Secondi Foto di Marco Secondi
       I vicoli del centro storico, che dal Castello si diramano a raggiera seguendo l'andamento geomorfologico del sito  - Foto di Marco Secondi

Nel XV secolo pervenne ai Della Rovere e, con l'avvento della dominazione spagnola, fu amministrata dai governatori del regno di Napoli, per passare poi ai Farnese nel 1542.  La famiglia Farnese fece progredire il paese al punto che gli abitanti decisero di cambiare il nome in Pico-Farnese.

Dal 1734 dipese direttamente dalla corte del regno di Napoli e seguì le sorti di quest'ultimo fino all'unità d'Italia. 

Foto di Franco Carnevale
                                  Il borgo circondato dai Monti Ausoni - Foto di Franco Carnevale

Pico è entrato a far parte dei “Borghi più belli d’Italia”, l’associazione nazionale che premia e riconosce le cittadine che meglio riescono a conservare e valorizzare i centri storici e le bellezze urbane della nostra Penisola.  
 
 

Tra i palazzi ottocenteschi del centro storico si trova la casa natale del poeta e scrittore Tommaso Landolfi.

Unire la valorizzazione del borgo di Pico alla figura di Tommaso Landolfi, la cui opera singolare è impregnata di umori, immagini, fantasie legate alla vita e ai personaggi del paese, è un voler richiamare alla memoria storica e letteraria un genio, considerato uno degli scrittori italiani di maggior rilievo del Novecento, nato a Pico. 

Per omaggiare l'illustre concittadino, gli stretti e regolari vicoli del piccolo borgo sono stati trasformati in un percorso letteraio tramite una cartellonistica omogenea di 12 siti recanti passi dello scrittore, una pianta generale del percorso con l’indicazione dei luoghi descritti utilizzando anche nuove tecnologie come il Qr Code.

Percorso letterario Tommaso Landolfi: "Le opere di Landolfi correlate ai luoghi ispiratori" 

"Noi contemplavamo quello squallore e quella rovina, ma il peggio, come ho detto, era che non riconoscevamo l'aria di casa nostra. Eppure, anche allora, lo sguardo mi corse subito ai miei tre alberi.( Quattro casce, Ombre, 1954 ).

(...) Siamo insomma a casa nostra. Già si profilano all’orizzonte le bizzarre e possenti sagome degli Aurunci (dietro cui è il mare di Formia e di Gaeta, i quartieri settentrionali della città di Napoli), ferite dagli apprestamenti e dal corso di un dannato acquedotto, già si intravede quel piccolo monte Pote che getta nondimeno un’ombra immane sulla mia casa. (…) I contrafforti di Frosinone, Se non la realtà

(…) una chiostra di montagne lo divide dal mare e che ha alle spalle una vallata abitatissima, una dozzina di corriere incrociano a varie ore nella sua parte bassa e lo allacciano al capoluogo, alla capitale, a centri agricoli o commerciali. (…) Il villaggio di X e i suoi abitanti, Se non la realtà (…) immaginate piuttosto un minuscolo paese, un borgo sperduto tra le montagne. Al tempo della mia storia io vivevo laggiù, e del resto (aggiunse sorridendo) è là che sono nato. (…) La notte provinciale, La spada (…) Ero in città, una volta d’autunno, e d’un tratto fui preso da una furiosa nostalgia: sai tu di cosa? Ma di nient’altro che di questo cortile cosparso delle foglie gialle e marce di queste acace, veduto di dentro a questa sala, traverso i vetri di questa porta, come ora lo vediamo. (…) (
Il villaggio di X e i suoi abitanti, Se non la realtà)

LARGO SAN ROCCO (…) Le belle contadine risalivano a frotte il vicolo verso la piazza chiacchierando, o piuttosto cantando nella loro lingua, animatamente fra loro. Da qualche anno avevano abbandonato, i dì di festa, la calzatura locale, una specie di molle coturno, e portavano sonore scarpette col tacco basso sotto alle vesti pieghettate e ampie alla foggia antica, ma assai più corte, da scoprire i polpacci robusti; (La pietra lunare)  

LARGO CARBONARO (…) Nella parte più alta del paese del P., ai piedi delle rovine del castello e precisamente sul largo detto Carbonaro in ricordo di alcuni supposti patrioti che vi abitarono nei tempi passati, ciascuno può ancora vedere, un po’ in disparte nella sua aria rannuvolata, un vecchio portone senza battenti, basso e rincagnato, ingresso d’un palazzotto nero dagli anni. (La pietra lunare) 

Foto di Franco Carnevale
                                                               Pico e... la luna - Foto di Franco Carnevale

TORRE DELL’OROLOGIO (…) un angolo di vista inconsueto sulla parte superiore del paese. Da oltre una distesa di tetti spunta la chioma di un lauro, un chioccolio di galline si fa udire assai vicino, si scorge l’orologio sulla fronte della torre, tutto pare sopraelevato e pensile; (…) (…) l’unica torre rimasta in piedi con, sulla fronte, il grande occhio dell’orologio comunale. (…)
(La pietra lunare
 

LARGO SANTA MARINA (...)Alla fine tutti se ne andarono e si sentì la musica della processione che passava nel vicolo. Io avevo determinato di non affacciarmi; ma girai qualche minuto per la casa e non sapevo che fare. Allora mi affacciai. La santa, una piccola santa vestita da monaca colla faccina di cera e un bambino di cera piccolo piccolo ai piedi, era già sotto la mia finestra. La potevo quasi toccare colla mano. Non so chi fosse; me lo avranno anche detto, ma l’ho dimenticato. Forse era Santa Marina, (…) (Maria Giuseppa, Dialogo dei massimi sistemi 

Le pellegrine in sosta che hanno durato tutta la notte la loro litania s’aggiustano gli zendadi sulla testa, spengono i fuochi, risalgono sui carri. Nell’alba triste s’affacciano dai loro sportelli tagliati negli usci i molli soriani e un cane lionato s’allunga nell’umido orto tra i frutti caduti all’ombra del melangolo. (…)

Strade e scale che salgono a piramide, fitte d ‘intagli, ragnateli di sasso (…) si svolge a stento il canto dalle ombrelle dei pini, e indugia affievolito nell’indaco che stilla su anfratti, tagli, spicchi di muraglie (…) Elegia di Pico Farnese,
Le Occasioni di E. Montale)
 

Dalla casa de Le due zittelle Lilla e Nena che “(…) vivevano dunque a un primo piano, in un piccolo appartamento formato da un certo numero di anguste stanze (…)” a Largo San Rocco, dove“ (…) Le belle contadine risalivano a frotte il vicolo verso la piazza chiacchierando”, fino a Largo Carbonaro "(…) Nella parte più alta del paese del P. (...), il Parco è un viaggio reale per “Strade e scale che salgono a piramide, fitte /d ‘intagli, ragnateli di sasso (…)” (E. Montale, Elegia di Pico Farnese ), tra le pagine dei luoghi più cari allo scrittore.   

Foto di Franco Carnevale
Il Castello Farnese fu eretto nel 1049 per volere di Giovanni detto Scinto, figlio di Landolfo dei Conti D'Aquino. Su uno dei torrioni svetta l'Orologio rinascimentale, che dà il nome alla Torre - Foto di Franco Carnevale

Il borgo è dominato dalle rovine del Castello Farnese da cui si gode un vasto panorama: ormai è quasi del tutto distrutto e si notano solo alcuni torrioni sui quali svetta una torre con orologio di costruzione rinascimentale.

Foto di Fabrizio Monti Foto di Fabrizio Monti
           Il Castello attualmente viene utilizzato come location per manifestazioni ed eventi  - Foto di Fabrizio Monti

Una parte del maniero è stata destinata a parco pubblico.

Foto di Franco Carnevale
                       Il parco pubblico adiacente al Castello Farnese - Foto di Franco Carnevale

Scendendo per le viuzze ed i vicoli, si perviene alla porta dabbasso, fuori della quale si erge una graziosa chiesetta. La grande porta rinchiude la parte più vecchia del paese e vicino vi sorge un bel palazzo con ancora i segni della seconda guerra mondiale.

Foto di Franco Carnevale
                L'Arco di San Rocco, una delle porte di accesso al centro storico  -   Foto di Franco Carnevale


 Le strade del paese sono poste a raggiera e sembra che l’antico borgo fosse costituito da tre cerchie murarie oltre al castello sommitale.

Foto di Carlo Caparrelli
                        La settecentesca Parrocchiale di Sant'Antonino - Foto di Carlo Caparrelli

Dall'altro lato della sommità si eleva la settecentesca Parrocchiale di Sant’Antonino, con una facciata caratterizzata da lesene in pietra locale.

Un’altra chiesa eretta nel borgo è quella di Santa Marina, più antica della parrocchiale, abbastanza ben conservata con elementi decorativi romanici: un bel portale laterale e un tozzo campanile. 
                        
Foto di Franco Carnevale
                Il centro storico incorniciato dai Monti Ausoni innevati - Foto di Franco Carnevale

Nel Centro storico, a cui è aggiunto un quartiere lungo la strada per Pastena, ci sono alcuni bei palazzetti ottocenteschi con portali lapidei e stemmi: fra questi spicca il Palazzo, casa natale dello scrittore Tommaso Landolfi.

Foto di Rosetta Terramagra
 Il palazzo dove è nato lo scrittore Tommaso Landolfi - Foto di Rosetta Terramagra

Per chi volesse visitare Pico, sarà possibile immergersi nella natura attraverso i nuovi Percorsi Montani, sentieri all’interno del Parco Naturale dei Monti Aurunci, immortalati dal Landolfi ne "La Pietra Lunare".

Lo scrittore frequentava questi luoghi durante le sue battute di caccia che organizzava con i cugini e si è rifugiato in questo territorio durante il conflitto bellico al fronte di Montecassino.  

La parte montana si articola in 4 soste principali: Rifugio Pozzo Ranucci, Pozzo la neve, Fossa Rotonda e Valle Vona.

Il sentiero rappresenta una delle peculiarità del Sistema Letteratura e Cinema dell’Ecomuseo realizzato dal Parco Naturale dei Monti Aurunci
, al fine di materializzare ambiti teorici di studio in luoghi in cui percepire ciò che si è potuto leggere nelle pagine delle opere dei diversi autori.

Il Rally di Pico

Foto di Marco Secondi
       Uno scatto effettuato durante il Rally di Pico, sullo sfondo il bellissimo borgo - Foto di Marco Secondi
 

Tra le manifestazioni più importanti che si svolgono a Pico ricordiamo il Rally Automobilistico di Pico, che raduna ogni anno appassionati di tutta Italia.  

Il Rally di Pico è una gara rallystica che si svolge ogni anno nel primo week end di settembre ed è giunto nel 2016 alla sua 38.a edizione.

Peculiarità del rally è il passaggio nella piazza centrale del paese dove ogni anno gli spettatori si danno appuntamento per vedere i passaggi delle auto da competizione; un'altra particolarità è quella di essere l'unico rally in Italia ad essere organizzato con una licenza comunale.

                    Le auto che arrivano nella piazza centrale di Pico - Foto del Comune di Pico

La processione di San Rocco.

Foto di Franco Carnevale
        16 agosto 2013, benedizione dei Pani di San Rocco al termine della processione  - Foto di Franco Carnevale
    

Il 16 agosto a Pico si festeggia San Rocco con una caratteristica processione dove i fedeli portano delle ceste di pane in chiesa (i pani di San Rocco) per la benedizione, in ricordo del Santo. 

Secondo la tradizione, San Rocco dedicò la sua vita alla guarigione dei malati di peste ed egli stesso si ammalò. Si rifugiò in una grotta fuori dalla città aspettando la morte ma fu salvato da un cane, che ogni giorno gli portava un pezzo di pane. Una volta guarito, il Santo riprese la sua attività in favore degli appestati, per la quale ancora oggi è ricordato. Ed il suo cane lo seguì.

A Pico, in solenne processione, si ricorda questa tenera storia.  

Foto di Franco Carnevale
         In primo piano le deliziose ceste con i Pani di San Rocco in attesa della benedizione - Foto di Franco Carnevale

Foto di Franco Carnevale

Foto di Franco Carnevale
                                Alcune immagini della caratteristica processione  - Foto di Franco Carnevale

 Foto di Franco Carnevale
                           Fuochi di artificio su Pico in occasione della festa di San Rocco - Foto di Franco Carnevale 

I piatti della tradizione

Foto di Franco Carnevale
            Sagne e fagioli, uno dei piatti della tradizione più conosciuti ed apprezzati - Foto di Franco Carnevale

Foto di Franco Carnevale
                              Panesotto con cicoria di campo, fagioli e cotechino - Foto di Franco Carnevale

Foto di Franco Carnevale
                                  Farina e uova per impastare le fettuccine ciociare - Foto di Franco Carnevale

Foto di Franco Carnevale
                      Le fettuccine vengono tagliate a mano, come vuole la tradizione  - Foto di Franco Carnevale

Foto di Franco Carnevale
                    Sono pronte per essere cucinate e gustate con gli asparagi del luogo - Foto di Franco Carnevale


Foto di Franco Carnevale, Carlo Caparrelli, Rosetta Terramagra,  Marco Secondi, Fabrizio Monti, Emilia Trovini, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.   

La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.



 





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