I COMUNI
  
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Cassino, la Terra di San Benedetto
Foto di Ferdinando Potenti 
Veduta di Cassino dall'alto - Foto di  Ferdinando Potenti

Cassino è un comune italiano di 36.142 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Seconda città della provincia per numero di abitanti, fu per secoli il centro amministrativo della Terra di San Benedetto. Si sviluppa ai piedi del colle su cui sorge la celebre abbazia di Montecassino, in un luogo storicamente strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d'Italia.

Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e per questo nota anche come la Città Martire, è stata ricostruita nel dopoguerra. Vi ha sede l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

La città di Cassino è posta nella parte meridionale del Lazio, nella parte settentrionale della regione storica della Terra di Lavoro. Il centro è collocato alla base del colle chiamato Montecassino, che si eleva fino a 520 m s.l.m., che si distacca dal Monte Cairo, nella pianura racchiusa dai fiumi Liri e Rapido. La collina è costituita da materiale geologico compatto, che non trattiene le acque atmosferiche, che quindi fluiscono in buona parte nella valle dando origine alle sorgenti del fiume Gari che attraversa la città e che, dopo circa un chilometro, nei pressi delle cosiddette Terme varroniane, si congiunge con il Rapido. Poco lontano dal centro cittadino, nel paese di Sant'Apollinare in località Giunture il Gari si versa nel Liri che diventa così il fiume Garigliano; a causa di questa abbondanza di acque, nella piana in passato si trovavano aree paludose. Notevole è l'importanza della collocazione: Cassino si trova nel luogo dove si restringe la valle del Liri, ben collegata al golfo di Gaeta e al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, da sempre attraversata da importanti strade congiungenti Roma con Napoli e il resto del Sud Italia.

I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina, perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Sono stati rinvenuti reperti che attestano la presenza umana risalenti al Neolitico; nell'Età del ferro si dovrebbe essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza di una necropoli. 

Casinum fu un fiorente centro romano dell'antico Latium situato lungo l'antica via Latina. Dopo la fine dell'Impero Romano la città fu distrutta dall'invasione dei Longobardi.


Statua di San Benedetto - Foto www.abbaziamontecassino.org  

Nel 529 a.C. San Benedetto da Norcia scelse il colle di Montecassino per fondare il suo primo convento al posto di un tempio pagano dedicato al dio Apollo. Da quel momento non lascio più Monte Cassino: qui scrisse la famosa Regola Benedettina che divenne il principio fondatore per il monachesimo occidentale. L'Abbazia di Montecassino divenne un modello per il monachesimo occidentale ed uno dei maggiori centri culturali europei per tutto il Medioevo. Sono conservati nell'abbazia i primi documenti ufficiali scritti in volgare italiano, i Placiti Cassinesi.

Nel 744 l'abbazia assunse autonomia politica e Cassino divenne il centro amministrativo del territorio circostante: nel periodo di massima estensione la Terra di San Benedetto, questo il nome dello stato feudale, si protraeva da Cassino fino al Mar Tirreno.

Sfortunatamente a causa della sua collocazione geografica e della sua posizione protetta, il monastero e, di conseguenza, la città rimasero in tutte le epoche coinvolti in vicende militari, che distrussero varie volte sia l'abbazia che la sottostante città.

Nel 1815 la città, che all'epoca si chiamava San Germano, fu lo scenario dello scontro finale della guerra austro-napoletana, la battaglia di San Germano, che si concluse con la vittoria degli austriaci. Nel 1883 San Germano assunse il nome italianizzato Cassino.

Nel 1927 passò dalla Provincia Terra di Lavoro, a quella di Frosinone nel Lazio. Nel 1930 fu inaugurata la funivia che collegava il centro di Cassino all'abbazia. La funivia, tuttavia, non sopravvisse agli orrori della guerra che sconvolsero di lì a poco l'Italia e che videro Cassino uno dei centri più colpiti della Seconda Guerra Mondiale. Cassino situata sulla Linea Gustav, fu per mesi al centro degli scontri tra i tedeschi e gli Alleati. Il 15 febbraio 1944, credendo erroneamente che i tedeschi si fossero nascosti nell'abbazia, gli Americani bombardarono il monastero, distruggendo uno dei principali simboli della cristianità. Esattamente un mese dopo la stessa sorte toccò alla città di Cassino che fu completamente rasa al suolo.

Per questo Cassino meritò l'attribuzione della Medaglia d'oro al valor militare ed è nota con il nome di Città Martire.

Nel dopoguerra la città fu completamente ricostruita secondo i canoni architettonici dell'epoca. Nel 1964 fu riconsacrata l'abbazia. Negli anni '70 furono notevoli gli investimenti favoriti dalla Cassa del Mezzogiorno, che fecero sorgere diversi stabilimenti industriali, tra cui spicca quello della Fiat con il suo indotto. Da allora l'economia cittadina ha subito una trasformazione da centro agricolo a centro industriale e terziario. Dal 1979 è anche un centro universitario, con la presenza dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Abbazia di Montecassino 

Foto di Alberto Bevere
L'Abbazia di Montecassino fu ricostruita dopo i bombardamenti della II guerra mondiale, avvenuti il 15 febbraio 1944, in cui fu totalmente rasa al suolo - Foto di Alberto Bevere

Fondato da
San Benedetto da Norcia nell'anno 529, è il più celebre monastero della cristianità. Sorge sul colle che sovrasta la città di Cassino. Qui, il santo patriarca fondò la famosa "Regola" che si irradiò in tutto il mondo occidentale. Il monastero, che ha subito ben quattro distruzioni nella sua storia millenaria, è conosciuto in tutto il mondo per l'ultima, avvenuta il 15 febbraio 1944, in cui fu totalmente raso al suolo dai bombardamenti alleati. È stato ricostruito nel dopoguerra "com'era, dov'era" e, tornato alla sua maestosità originaria, è meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.

Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto Abate

La chiesa abbaziale di Montecassino, ricostruita anch'essa insieme al monastero in stile barocco napoletano, conserva al suo interno le reliquie di San Benedetto e Santa Scolastica.

Palagio Badiale

Il Palagio Badiale sorge in Piazza Corte. Fu interamente ricostruito nel dopoguerra dall'architetto Giuseppe Breccia Fratadocchi, che curò anche la ricostruzione dell'abbazia e della chiesa di Santa Scolastica e vi utilizzò la stessa pietra calcarea. La ricostruzione fu completata nel 1951. Oggi vi ha sede la curia di Montecassino. Nella settimana che precede il giorno di San Benedetto, ospita numerosi eventi che culminano il 21 marzo con il Corteo Storico "Terra Sancti Benedicti", che inizia e si conclude nel palazzo.

Parco archeologico di "Casinum"


Parco archeologico di Casinum - Foto Ciociariaturismo.it
      

Il parco archeologico sorge ai piedi di Montecassino. L'area comprende i resti di Casinum, l'antica città romana che si articolava in una serie di terrazzamenti percorsi da strade parallele tra loro. Il parco archeologico prevede un percorso attraverso il quale si osservano le mura megalitiche, la Porta Campana, le sostruzioni, l'anfiteatro, il cosiddetto mausoleo di Ummidia Quadratilla, il teatro, il ninfeo, passando per più tratti su strada basolata. 

Foto di Ferdinando Potenti
Statua dell'eroe. Statua rinvenuta nel teatro di Casinum (seconda metà del I secolo a. C.). La statua è stata rinvenuta da Gianfilippo Carettoni durante gli scavi del teatro nel 1936, all'interno del pozzo grande della scena. Nel 1938 l'eccezionale reperto venne portato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nel 2002 il calco dell'eroe è stato esposto presso il nostro Museo Archeologico e solo nell'aprile 2013 l'originale è rientrato a Cassino, in occasione dei Campionati Nazionali Universitari. La statua è databile alla fine della Repubblica romana, alla seconda metà del I secolo a. C. - Foto di Ferdinando Potenti
   

Il Museo Archeologico Nazionale Gianfilippo Carettoni di Cassino, facente capo alla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, è situato lungo la ss. 149 che dal centro urbano conduce a Montecassino. L'edificio è stato costruito a ridosso delle mura dell'antica Casinum. Questa analisi ci permette di stabilire la remota origine del centro, chiamato, appunto, « antico » e dunque dell'area archeologica, in posizione sovrastante l'anfiteatro e presso la cosiddetta Porta Campana, venuta alla luce solo successivamente alla realizzazione del museo stesso.    

La prima pietra per la costruzione della struttura che accoglie il museo archeologico è stata posta il 15 marzo del 1966, in occasione del diciottesimo anniversario della distruzione di Cassino avvenuta durante la seconda guerra mondiale. I lavori di edificazione subirono notevoli ritardi e furono ultimati solo verso la fine degli anni settanta, l'inaugurazione del museo è avvenuta nel 1979.  Il 2003 è un anno importante: il 12 dicembre il museo viene intitolato a Gianfilippo Carettoni, archeologo al quale si devono importanti e fondamentali studi su Casinum, oltre a quelli realizzati alla fine del 700 da Don Flavio Della Marra e all'inizio del 900 da Luigi Pigorini.  Gianfilippo Carettoni ha legato il suo nome alla riscoperta e valorizzazione del teatro romano di Cassino: gli scavi da lui effettuati e gli studi pubblicati ne fanno un benemerito per la città laziale.

Anfiteatro romano 

Foto di Emilia Trovini
Anfiteatro romano nel parco archeologico di Casinum. Veniva utilizzato per i combattimenti all’ultimo sangue che avevano come protagonista uomini, ma anche belve feroci. L’architettura dell’Anfiteatro e la presenza di grosse sorgenti d’acqua nel territorio di Cassino, fanno supporre che fosse utilizzata anche per battaglie navali, attraverso un sistema che permetteva di riempire d’acqua parte della struttura. Sulla parte superiore della muratura si installavano dei pali per il velario, una copertura per proteggere la struttura dal sole - Foto di Emilia Trovini

L'anfiteatro romano fu fatto costruire dalla matrona Ummidia Quadratilla nel I secolo d. C. La struttura è di forma ellittica con il diametro del lato maggiore pari a circa 85 metri ed il lato minore che raggiunge una dimensione pari a 69 metri. Molto probabilmente nella parte alta dell'anfiteatro erano presenti delle feritoie il cui scopo era quello di accogliere una serie di listelli che andavano a sorreggere il velario. Poteva ospitare circa 4500 spettatori, disposti su 12 gradinate.

Il quartiere che oggi sorge ai piedi dell'anfiteatro, proprio per la presenza di quest'ultimo, è denominato "Colosseo".

Teatro romano 

Foto di Luca Di Cocco
Teatro romano di Cassino - Foto di Luca Di Cocco

Il Teatro Romano è di età augustea (27 a.C.-14 s.C.); ha il tipico schema di teatro greco-romano, di forma semicircolare e con la pendenza della montagna che viene sfruttata per il sostegno di venti gradini. Essi si ripartiscono in una Summa cavea che ne comprende sette ed un'Imma cavea di tredici gradini. L'accesso era garantito da una serie di gallerie coperte che conducevano direttamente all'ultimo gradino della struttura. Dimenticato completamente nel periodo medievale, fu riportato alla luce solo nel 1936 e fu oggetto di restauro intorno agli anni cinquanta e successivamente nel 2001. Ha una capienza di circa 3000 posti a sedere e viene tuttora utilizzato nel periodo estivo per numerosi eventi ed attività culturali, quali spettacoli, concerti, cinema all'aperto. Il teatro è ubicato all'incrocio tra via Crocifisso e via Montecassino.

Mura Megalitiche

Il centro abitato di Casinum era circondato da una vasto circuito murario di circa 4,5 km. Oggi, all'interno del parco sono visibili due muraglie identificabili come costruzioni preromane e databili al V-IV secolo a. C. Sono inoltre visibili i resti di un terzo anello, che si trova al di sotto dell'abbazia, anch'esso in opera poligonale, con funzione di sostruzione degli edifici preesistenti. 

Via Latina e sostruzioni


Parco archeologico Casinum, basolato  dell'antica Via Latina - Foto laziosud.net

Sempre nell'area archeologica, è possibile visitare un tratto di diramazione di circa 230 metri che collegava l'antica Casinum alla
Via Latina. Il manto stradale è costituito dalle tipiche lastre in pietra calcarea che costituivano la summa crusta della strada. Sul lato a monte della strada romana, si conservano due tratti di sostruzioni repubblicane utilizzate per il contenimento di grossi terrapieni.

Porta Capuana

Così chiamata perché situata in direzione di Capua, i resti di questa porta si conservano lungo il tracciato della via Latina Nova. Non restano, invece, tracce della Porta Romana che consentiva l'accesso alla città provenendo da Roma. 

Mausoleo di Ummidia Quadratilla


Mausoleo di Ummidia Quadratilla - Foto italiavirtualtour

La poderosa struttura sorge sulle pendici sud orientali di Montecassino. Edificata con grandi blocchi squadrati e perfettamente connessi senza malta, tenuti insieme solo da graffe di piombo all'interno, ha resistito all'usura del tempo, ai terremoti e, per ultimo, alla furia della guerra, senza subire sostanziali danni. Le origini del manufatto sono senz'altro oscure: lo si fa risalire tra il I secolo avanti Cristo ed il I dopo Cristo. Coloro che se ne sono occupati lo hanno definito a volte “tempio” e a volte “tomba”. Molti studiosi attribuiscono il mausoleo alla benefattrice cassinate Ummidia Quadratilla, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato; tale convinzione derivò dal ritrovamento, avvenuto nel 1757, di un'iscrizione nel vicino anfiteatro.

Ninfeo Ponari

Il Ninfeo Ponari si trova nella zona mediana dell'antica Casinum. Si tratta di un edificio datato I secolo a.C.  Il ninfeo risulta semi-incassato nel terreno e coperto da una volta a botte a sesto ribassato, presenta una pianta rettangolare, chiuso su tre lati e completamente aperto su quello frontale. Le tre pareti sono movimentate dalla presenza di nove nicchie (tre per ogni parete) a pianta rettangolare e copertura piana.

Rocca Janula 

Foto di Piero "Positivo" Quadrini
La Rocca Janula (X sec. ) fu il fulcro militare della signoria della Terra di San Benedetto - Foto di Piero "Positivo" Quadrini

Fatta costruire nel X secolo dall'abate Aligerno, fu per secoli il fulcro militare della signoria della Terra di San Benedetto. Pesantemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata oggetto di un significativo restauro negli ultimi anni e domina ancora l'odierna città di Cassino.

Cimiteri di guerra

Al termine del secondo conflitto mondiale le Nazioni che ne presero parte vollero che le migliaia di caduti sulla Linea Gustav fossero sepolti nei luoghi in cui si consumò il loro sacrificio. A loro ricordo a Cassino e nel Cassinate sorsero diversi cimiteri di guerra. Oltre a quello inglese, polacco e tedesco, nelle vicinanze di Cassino troviamo i cimiteri militari italiano (Mignano Monte Lungo) e francese (Venafro).

Cimitero del Commonwealth

Foto di Fabrizio Monti
Cimitero di guerra del Commonwealth, qui riposano i soldati dei paesi Commonwealth caduti nella battaglia di Montecassino durante la seconda guerra mondiale - Foto di Fabrizio Monti

Altare cimitero del Commonwealth - Foto Italiavirtualtour
Altre immagini del cimitero di guerra del Commonwealth - Foto di italiavirtualtour   

Il cimitero di guerra del Commonwealth  è un cimitero militare situato nei pressi del campus universitario Folcara, dove riposano i soldati dei paesi Commonwealth caduti nella battaglia di Montecassino durante la seconda guerra mondiale. Vi sono 4.266 tombe di militari provenienti dagli attuali Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, India e Pakistan ed un soldato dell'Armata Rossa. 284 di questi militari non sono stati identificati.

Cimitero polacco

Foto di Enzo Sorci
Il cimitero di guerrra polacco fu costruito dagli stessi soldati polacchi ed inaugurato all'inizio del mese di settembre del 1945 - Foto Enzo Sorci

È posto in una conca dietro l'altura dove si erge l'abbazia ed è sotto la sovraintendeza del ministero delle difesa italiano. Fu costruito dagli stessi soldati polacchi ed inaugurato all'inizio di settembre del 1945. Raccoglie le spoglie dei soldati del II Corpo d'armata polacco che, alla guida del generale
Anders, combatterono eroicamente a Montecassino nel maggio del 1944. Al suo interno sono seppellite le salme di 1078 militi comprese quelle del generale, che ha voluto essere sepolto lì tra i suoi soldati, e del cappellano militare.

Foto italiavirtualtour Foto di Umberto Rotundo

Una parte del sacrario è riservata ai soldati di religione ebraica arruolati nel corpo. Ogni 18 maggio viene organizzata una giornata commemorativa dove si raccolgono i superstiti rimasti, i loro familiari e i rappresentanti delle istituzioni polacche.

Cimitero germanico


Scultura posta nell'interno del Cimitero Germanico - Foto di Ra Boe

Il cimitero tedesco sorge invece su una collina, detta Colle Marino, in località Caira. Il sacrario, curato e mantenuto da un'associazione privata e da militari tedeschi volontari, raccoglie non solo le salme dei soldati tedeschi morti a Montecassino, ma anche quelle ritrovate e riesumate nei cimiteri di guerra provvisori del meridione italiano (Calabria, Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo), configurandosi come il più grande e importante cimitero di guerra tedesco in Italia. Vi riposano più 20000 persone, molti i militi ignoti. Il cimitero è stato inaugurato nel 1965.

Palazzo Barone De Rosa

Il palazzo, situato in via Di Biasio in prossimità di via Montecassino, è l'unico palazzo miracolosamente rimasto in piedi nonostante i bombardamenti che rasero al suolo la città. La sua costruzione risale agli inizi dell'Ottocento e apparteneva alla famiglia del barone De Rosa, un imprenditore napoletano che prima di fare ritorno alla sua città natale vendette lo stabile a due famiglie di Cassino. Per la sua posizione strategica (permetteva all'epoca di controllare la stazione ferroviaria di Cassino, nonché l'accesso alla città dalla Strada Nazionale per Roma e Sora) fu occupato, durante la seconda guerra mondiale, da un plotone di paracadutisti tedeschi. La storiografia militare che si occupa della battaglia di Cassino cita spesso il palazzo chiamandolo Hotel des Roses, ma in realtà non è mai stato un hotel. Nel dopoguerra fu completamente restaurato a causa dei danneggiamenti che aveva subito ed adibito a sede di uffici e scuole. 

Edificio INA-Casa

L'edificio situato in Corso della Repubblica, progettato dall'architetto Giuseppe Nicolosi, è uno dei più significativi elementi architettonici della città, in quanto fulgido esempio di razionalismo italiano. Si tratta di un edificio multipiano e multifunzionale di cinque piani: il piano terra destinato a locali commerciali, il primo piano ad uffici, il secondo, terzo e quarto ad abitazioni civili. Oltre ad essere un edificio cardine della ricostruzione, rappresenta un'esemplificazione delle teorie di Le Corbusier sull'"Unità d'abitazione", nella quale la residenza è considerata inseparabile dai servizi che formano i suoi complementi immediati.

Facoltà di Economia e Giurisprudenza

L'edificio che ospita le facoltà di Economia e Giurisprudenza dell'Università di Cassino è una delle costruzioni di maggior rilievo dal punto di vista architettonico della Cassino contemporanea. È stato inaugurato nel maggio del 2004 e costituisce il primo edificio del costruendo Campus Folcara. Ha un'altezza superiore ai 40 metri ed è strutturato in c.a. ed acciaio. È articolato su tredici piani fuori terra. Sotto il profilo funzionale, esso è articolato in zone specializzate. Al di sopra del livello interrato, che contiene le centrali tecnologiche e vari servizi, è situata una piastra basamentale, che contiene gran parte delle 18 aule e la mensa, con una capacità di 300 coperti. Più in alto sono situati i volumi contenenti gli uffici dei vari dipartimenti. La piastra di sommità contiene i centri audiovisivi delle due facoltà, organizzati in due corpi triangolari con piccoli locali di lavoro individuale, distribuiti anularmente su due livelli intorno a grandi spazi a doppia altezza, con coperture in parte trasparenti.

Aree naturali
Il territorio di Cassino fa parte del Parco Naturale dei Monti Aurunci.

Villa Comunale


La Villa comunale è stata denominata Parco XV Marzo 1944, data della distruzione di Cassino - Foto italiavirtualtour

La Villa Comunale, ribattezzata Parco XV Marzo 1944 (data della distruzione di Cassino), è il principale parco pubblico della città.

È dotata di ampi spazi verdi ed attraversata da due diramazioni del fiume
Gari che si riuniscono dando vita al suggestivo laghetto. È dotato di viali alberati, panchine ed aree gioco per bambini ed è molto frequentato da persone di ogni età. Ospita, inoltre, eventi sportivi e culturali.

Nell'agosto 2011 il largo principale del parco è stato dedicato a
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, mentre tutti i viali sono stati dedicati agli agenti della scorta rimasti uccisi negli attentati mafiosi di Capaci e via D'Amelio del 1992 (troviamo dunque via Francesca Morvillo, via Agostino Catalano, via Walter Eddie Cosina, via Rocco Dicillo, via Vincenzo Li Muli, via Emanuela Loi, via Antonio Montanaro, via Vito Schifani, via Claudio Traina).

L'intento è stato quello di creare un percorso che ricordi quotidianamente l'insegnamento ricevuto da questi uomini ed il rispetto per chi è morto per difendere lo Stato e l'idea di giustizia. La Villa è nel centro di Cassino; l'ingresso principale è situato su Corso della Repubblica. Gli altri accessi sono da Via Arigni, Via Gari e Via Di Biasio.

Parco Baden Powell


Parco Baden Powell, inaugurato nel 2014, è il secondo parco cittadino - Foto web

Inaugurato nel 2014, è il secondo parco cittadino. È situato nell'area dove sorgeva il Campo Boario, nel quale un tempo si svolgeva il mercato del bestiame. Oggi, oltre ad un'area giochi per bambini, vi hanno sede le associazioni che operano sul territorio comunale. Vista la centralità del parco, viene spesso utilizzato come sede di eventi e manifestazioni.

Terme Varroniane


Le Terme Varroniane si trovano in un parco naturale-termale nei pressi della villa appartenuta a Marco Terenzio Varrone - Foto italiavirtualtour

Le Terme varroniane sono un suggestivo parco naturale-termale nato nel dopoguerra nei pressi della sontuosa villa appartenuta a Marco Terenzio Varrone. Sono situate nella zona del territorio di Cassino detta Monticello, presso la stazione ferroviaria.

La zona sorgentizia delle Terme Varroniane è classificata come la più grande d'Italia.

Da qui sgorgano migliaia di sorgenti che generano uno dei rami del fiume
Gari. Si stima che il flusso sia di 18 metri cubi all'ora. La temperatura delle acque è di 13 gradi. Le acque, classificate come "bicarbonate medio-minerali fredde", sono diuretiche ed indicate per varie patologie gastriche, renali ed epatiche, nonché per alleviare la gotta.


Le acque delle terme Varroniane hanno proprietà diuretiche e sono indicate per varie patologie gastriche, renali ed epatiche - Foto italiavirtualtour

Il parco ospita oggi uno stabilimento idropinico, la sala congressi-banchetti, l'area concerti ed il camping internazionale, attrezzato con area pic-nic e per attività sportiva. I ruscelli sono ricchi di fauna come
trote, carpioni, anguille e lamprede.

Sorgenti del fiume Gari


Lungo il fiume Gari si svolgono discese di rafting e canoa - Foto italiavirtualtour

*Il fiume Gari nasce nel cuore della città di Cassino, alle pendici di Montecassino e della Rocca Janula, alle spalle della Chiesa Madre (Piazza Corte). Dopo un breve tratto sotterraneo, il fiume Gari riemerge all’interno del Parco XV Marzo 1944 o Villa Comunale di Cassino, dove forma il caratteristico laghetto, dividendosi in due rami che subito si ricongiungono all’interno dello stesso parco.

Lungo il suo percorso, il fiume Gari incrementa la sua portata grazie all’afflusso di molte fonti di acque sorgive, ma in particolare ricevendo le acque del fiume Rapido e quelle delle sorgenti delle Terme Varroniane.

Proseguendo il suo corso, si congiunge con il fiume Liri nel territorio comunale di Sant’Apollinare, dando vita al fiume Garigliano, che scorre per altri 38 km – mantenendo per tutto il percorso i confini naturali tra Lazio e Campania – fino al golfo di Gaeta, sfociando nel Mar Tirreno.**
Da * a ** testo:
Cassino Adventure - centro rafting e canoa.

Monumento alla pace
 

Foto di The Red
Il Monumento alla pace di
Umberto Mastroianni , inaugurato nel 1987 e collocato poco distante da Rocca Janula - Foto The Red

La scultura è ad opera dell'artista Umberto Mastroianni. Fu inaugurata nel 1987 e collocata poco distante dalla Rocca Janula dove, conseguentemente al recupero della fortezza, sarebbe dovuto sorgere il Parco della Pace. A Cassino vi è anche una seconda riproduzione della scultura che è situata in piazza XV Febbraio, in pieno centro città.

Il monumento, realizzato in acciaio, dal peso di circa 100 tonnellate, è costituito da elementi tubolari aggrovigliati che, partendo da un nucleo centrale, invadono lo spazio circostante. Esso affronta il dramma della distruzione di Cassino e della sua millenaria abbazia, proponendone non gli effetti della battaglia – rovine, caduti o la disperazione di chi resta – ma la causa scatenante, che è, del resto, il nucleo primario di ogni conflitto bellico moderno: l'esplosione di una bomba.

Monumento ad Enrico Toti

Situato nella centrale piazza Enrico Toti, il monumento è composto da una statua in bronzo raffigurante l'estremo gesto in cui, l'eroe italiano della prima guerra mondiale, già ferito, scaglia verso il nemico la gruccia, poco prima di essere colpito a morte, il 6 agosto 1916 presso Monfalcone. Il monumento è stato inaugurato nel 2008. La statua, ad opera dello scultore di Anagni Egidio Ambrosetti, suggella quel «filo rosso sangue» che lega la Città Martire ad Enrico Toti: non solo perché qui ha origine la sua famiglia (il padre Nicola era un ferroviere di Cassino), ma soprattutto perché a entrambi è toccato l'onore e il dolore di conoscere in sommo grado le devastazioni, le morti, gli orrori della guerra.

Statua di San Benedetto


Monumento a San Benedetto, Patrono della città di  Cassino. Opera bronzea dello scultore romano Giuseppe Ducrot - Foto italiavirtualtour

Posta all'ingresso nord della città, è un'imponente opera bronzea dello scultore romano  Giuseppe Ducrot.
Alta circa tre metri e mezzo e posata su un enorme basamento lapideo, fu collocata in città nel 2009 in occasione della visita del pontefice Benedetto XVI.

Di recente è stata valorizzata a seguito dei lavori che hanno interessato l'area ed è stata posta all'interno della rotonda di accesso a nord della città.
 

Campana della Pace


La Campana della Pace, realizzata da Severino De Santis nel 2008, si trova sul Ponte delle Quattro battaglie  - Foto italiavirtualtour

Si trova sul "Ponte delle quattro battaglie" sul fiume Gari nella frazione di Sant'Angelo in Theodice. È stata istituita il 18 maggio 2008 a memoria e riconoscenza dei caduti del gennaio 1944 sul fiume Gari, teatro della prima battaglia di Cassino. La campana realizzata da Severino De Santis è stata fusa presso la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone. Pesa Kg. 1380, ha un diametro di base pari a cm. 132.

Ogni sera alle 17.00 la campana suona 30 rintocchi a ricordo degli eroi periti delle nazioni belligeranti, e nelle ricorrenze storiche suona a distesa per tre minuti alle ore 12.00.

Testo: Wikipedia

Foto di Italiavirtualtour, Ludmila Pilecka, Emilia trovini, Luca Di Cocco, Piero "Positivo" Quadrini, Fabrizio Monti, Enzo Sorci, Ra Boe, The Red, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 
 
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. Esse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.

 

   

     





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