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Vallecorsa, la città dell'Olio

Foto di Stefano Strani
                                        Veduta di Vallecorsa  - Foto di Stefano Strani
                                     
Il centro abitato si erge su una collina ai piedi del Monte Calvilli nei Monti Ausoni.
Ricca di uliveti coltivati in terrazzamenti costruiti sui muri a secco: le “macere”.


                                                I suggestivi uliveti terrazzati di Vallecorsa - Foto web

Un’opera unica nel suo genere, centinaia di chilometri che si distribuiscono lungo tutta la superficie collinare che circonda l’abitato, impressionante testimonianza della peculiare operosità che contraddistingue i cittadini di Vallecorsa.                    

Foto di Enzo Sorci Foto di Emilia Trovini
Foto di Maurizio Ciliegi Foto di maurizio Ciliegi
                               Vicoli e porte del centro storico - Foto di Enzo Sorci, Emilia Trovini e Maurizio Ciliegi

 Vallecorsa nasce nel Medioevo come feudo militare: appartenne dapprima alla famiglia Dell’Aquila, per poi passare ai Caetani fino al Quattrocento per poi divenire possesso dei Colonna, sotto il cui dominio rimase fino alla devoluzione dei feudi.


Foto di Maurizio Ciliegi
              Porta Missoria, una delle quattro porte della cinta muraria poligonale - Foto di Maurizio Ciliegi

Anche se dopo la guerra, detta di Campagna, lo stato pontificio non sostenne più combattimenti in Ciociaria, Vallecorsa conservò il carattere di feudo militare con i bellicosi Colonna.

Foto di Fabrizio Monti Maurizio Ciliegi
                        Stradine del centro storico - Foto di Fabrizio Monti e Maurizio Ciliegi 

Nel corso del Cinquecento Vallecorsa, venuto a far parte definitivamente dello stato pontificio, fu coinvolto dai Colonna nelle loro avventure dinastiche e di contrapposizione al papato.

Foto di Enzo Sorci
 Monumento alla Beata Maria De Mattias , nata a Vallecorsa il 4 febbraio 1805, fondatrice della congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo; nel 2003 è stata proclamata santa da papa Giovanni Paolo II - Foto di Enzo Sorci 

Le vicende della rivoluzione francese e quelle napoleoniche influirono sulla vita di Vallecorsa provocando delle violente ribellioni nella popolazione, ribellioni che diedero origine al brigantaggio: Vallecorsa è stato uno dei centri più coinvolti sia per il numero che per il ruolo dei pastori e contadini diventati briganti.

Foto di Emilia Trovini 
                                                  Piazza Sant'Angelo - Foto di Emilia Trovini  

Conosciuta per la cinta muraria poligonale che si apriva con 4 porte, tuttora esistenti, tra le quali la più rilevante è quella detta di Missoria, la cittadina è ricca di chiese. 


Foto di Emilia Trovini
Porta Sant'Angelo, sormontata da un bassorilievo longobardo raffigurante San Michele Arcangelo, patrono del paese - Foto di Emilia Trovini

Alcune conservano opere d’arte notevoli, come la Chiesa di San Michele Arcangelo, nella quale sono custodite le tele di Jacopo Zucchi, allievo del Vasari, e di Sebastiano Conca, come pure nella Chiesa di San Martino si segnala un Crocifisso ligneo del XVI secolo.

Testo: Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi


La città dell'Olio


  Le "macere" di Vallecorsa costituiscono un paesaggio rurale di interesse storico tra i più significativi nel panorama dell’olivicoltura - Foto web

La Città dell’Olio di Vallecorsa taglia un importante traguardo ed entra nella storia. I suoi suggestivi Oliveti terrazzati sono, infatti, il primo paesaggio olivetato ad entrare nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali del Mipaaf.


           Foto web

Con la firma del decreto n. 12869 del 2 maggio 2017 il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina ha ufficializzato la decisione dichiarando – in calce al decreto – che:

gli Oliveti terrazzati di Vallecorsa costituiscono un paesaggio rurale di interesse storico tra i più significativi nel panorama dell’olivicoltura” (la cui presenza è attestata dagli Statuti concessi dalla famiglia Caetani nel 1327 e rimasti in vigore nei secoli successivi).

ll riconoscimento del Mipaaf alla Città dell’Olio di Vallecorsa arriva al termine di un percorso di candidatura promosso dall’Associazione nazionale Città dell’Olio e cominciato qualche mese fa con la presentazione della candidatura ufficiale a cui è seguita una prima selezione nella quale gli Oliveti terrazzati sono risultati tra i 15 paesaggi (dei 32 al vaglio della commissione) idonei alla fase successiva, cioè la presentazione del dossier.

Dossier che è stato poi esaminato dall’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali del Mipaaf nell’incontro di Roma che ha portato alla decisione definitiva.

Questo traguardo rappresenta un grande privilegio per il nostro piccolo. Sentir definire il nostro scenario agreste, “un paesaggio rurale di interesse storico tra i più significativi dell’olivicoltura nazionale”, naturalmente ci riempie di orgoglio – ha dichiarato Michele Antoniani Sindaco di Vallecorsa -.

"È grazie al duro lavoro dei nostri antenati che hanno, con sacrificio, coltivato la terra sui blocchi calcarei delle colline vallecorsane che i terrazzamenti, a cui è attribuito il nome particolare di ‘macere’, sono oggi considerati un patrimonio incomparabile, espressione profonda della nostra identità e dell’immagine culturale del nostro paese. Sono fortemente convinto che questo riconoscimento aggiunga, al già distintivo valore di bene ambientale e culturale dei terrazzamenti, un importantissimo valore nel panorama nazionale, contribuendo alla valorizzazione dei prodotti tipici e del turismo rurale. La nostra Amministrazione intende dare nuovo impulso alla promozione del paesaggio terrazzato per migliorarne e semplificarne la fruizione turistica e la conseguente ricaduta economico sul territorio”.

Testo: Il Giornale Nuovo    


Chiesa di San Martino

Foto di Emilia Trovini
                                          Chiesa di San Martino, in stile romanico - Foto di Emilia Trovini
 

Si trova nella parte alta del paese. Vi si accede dalla scalinata che scende da P.zza Vittime Civili di Guerra.

Foto di Emilia Trovini
                                                                  Interno della chiesa  - Foto di Emilia Trovini

E’ molto antica, con il culto del Santo risalente all’Alto Medioevo, forse accentuato dalla influenza longobarda.

L’attuale chiesa risale intorno all’anno Mille, con la facciata in pietra e tre navate interne di stile romanico. Preziosi sono i marmi degli altari e delle colonne che sorreggono l’organo. Di pregio sono un crocifisso in legno e grandi tele ad olio.

Foto di Emilia Trovini
                                        Altare dedicato alla Madonna della Sanità - Foto di Emilia Trovini
          
Dal 1412, anno del ritrovamento su una parete dell’immagine della Madonna (forse opera di un monaco benedettino), si è affermato e diffuso il culto della Madonna della Sanità.

Foto di Emilia Trovini 
La statuetta lignea de "Il Bambino, Signore del Mondo e della Morte", un'opera d'arte del '700 conservata nella stanza delle reliquie della Chiesa di San Martino - Foto di Emilia Trovini

Chiesa di San Michele Arcangelo                              

Foto di Emilia Trovini
           La Chiesa di San Michele Arcangelo - Foto di Emilia Trovini 

E' nella parte bassa del paese. Anch’essa è molto antica e il culto del Santo, che è stato proclamato Protettore Principale alla fine del ‘700, risale forse alla presenza longobarda. Rifatta nel tempo, è ad unica navata con pilastri e capitelli di ordine dorico.

Foto di Emilia Trovini
L'altare con la statua di San Michele Arcangelo. Fu realizzata alla fine del '600 in legno di leccio e rappresenta San Michele Arcangelo in atteggiamento di vittoria; l'elmo e i sandali del Santo sono in argento, la spada e la bilancia in oro - Foto di Emilia Trovini

Nell’abside, dietro l’altare Maggiore, è la nicchia con la statua di San Michele Arcangelo.

La Chiesa è arricchita da pregiati quadri ad olio; di valore è un polittico cinquecentesco di J. Zucchi.
 

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Foto di Emilia Trovini

                                                Chiesa di Santa Maria delle Grazie - Foto di Emilia Trovini

Qui fu girata una scena del film La Ciociara, film di Vittorio de Sica che valse l’Oscar a Sophia Loren come migliore attrice protagonista. 

La scena è quella in cui  Rosetta e  Cesira si rifugiano nella chiesa, immediatamente prima dello stupro ad opera dei  militari marocchini. La scena interna alla chiesa fu invece girata a San Francesco d'Assisi di Fondi.  

Testo:  Comune di Vallecorsa

Foto di Emilia Trovini, Enzo Sorci, Stefano Strani, Maurizio CiliegiFabrizio Monti,  che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone.  
La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di esclusiva proprietà dell'autore.    

 

 





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