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Picinisco e il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Foto di Lauro Apruzzeze
Veduta del borgo di Picinisco - Foto di Lauro Apruzzese

Picinisco poggia su un'altura di natura rocciosa a 725 metri s.l.m. nella Valle di Comino. Occupa una superficie di circa 6000 ettari, gran parte dei quali all'interno del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Il territorio, prevalentemente montuoso, interessa il versante occidentale del monte Meta (2.242 metri) che dà il nome all'omonima catena. La parte più dolce e collinare è attraversata da due fiumi, il Mollarino che nasce dal monte La Monna (Mainarde) ed il Melfa che sgorga da un'alta roccia calcarea nella Valle di Canneto, a 1020 m s.l.m.

Il gruppo montuoso del monte Meta si estende dal Sangro al Volturno, si mantiene altissimo con i fianchi dirupati a picco e con vette che superano i duemila metri; queste, dirigendosi dal monte Petroso alla Costa dell'Altare, dividono il panorama in due settori, uno del versante abruzzese-molisano, l'altro del versate laziale.

Le cime più importanti sono: il monte Petroso (2.249 m.), il monte Altare (2.174 m.), il monte Tartaro (2.191 m.), Torretta di Paradiso (1.976 m.), il monte a Mare (2.161 m.), la Metuccia (2.105 m.), il monte Forcellone (2.030 m.), il monte Cavallo (2.039 m.), il monte Mare (2.005 m.)   

Foto di Enzo Sorci
Veduta su Piazza Capocci, sullo sfondo la Valle di Comino -  Foto di Enzo Sorci

Pur essendo un comune di media montagna, il clima è temperato e non si verificano notevoli sbalzi di temperatura. L'inverno non è molto rigido, mentre l'estate è mite. La nebbia non è frequente e la neve non rimane composta per molto tempo.

Foto di Enzo Sorci
Piazza E. Capocci con il palazzo degli orologi e il maestoso platano, rappresenta il cuore del paese. Strutturata come un gigantesco terrazzo, offre un panorama indimenticabile della valle sottostante - Foto di Enzo Sorci

Sebbene il toponimo Picinisco non abbia un'origine chiara, la storia dell'insediamento umano nel suo territorio comincia sicuramente in tempi remoti. Superstiti iscrizioni e tratti di mura poligonali testimoniano che l'area fu abitata dai Sanniti e in seguito conquistata dai Romani.

A partire dal Medioevo ha seguito le sorti delle città vicine, in particolare di Atina ed Alvito alle cui giurisdizioni politiche ha fatto capo.
Il nome Picinisco figura per la prima volta in un documento del 1017; in quell'anno, infatti, i fratelli Pandolfo III e Pandolfo IV, principi di Capua, concessero la chiesa di San Valentino, sita ai confini della Contea Cominense nel territorio di Piczinisci (Picinisco), al Monastero di Montecassino.

Risale, invece, al 1054 l'incastellamento del paese ad opera dei due conti dei Marsi, Oderisio II e Rainaldo III.

Nel giugno 1150 Ruggero il Normanno conquistò tutto il mezzogiorno d'Italia per la corona di Napoli, ciò comportò l'annessione di Picinisco al Regno delle Due Sicilie fino al 1860.

Foto di Ferdinando Potenti
Piazza Capocci, porta di ingresso al centro storico - Foto di Ferdinando Potenti

Per oltre tre secoli, dal 1193 al 1503, il territorio cominense non ebbe che brevi periodi di quiete; al pari di altre regioni del Regno fu turbato da tumulti, sconvolgimenti e guerre. Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Francesi, Spagnoli vi piombarono ad intervalli.

Con il susseguirsi sul trono di Napoli di varie dinastie straniere anche le contrade del Cominese venivano cedute a diverse casate. Picinisco passò dai d'Aquino ai Cantelmo e da questi ai Borgia, per poi passare al Navarro, al Cadorna, a Matteo di Capua ed in ultimo ai Gallio. 

Foto di Marcello Carnevale Foto di Emilia Trovini
Foto di Tonino Bernardelli
Scorci del borgo di Picinisco - Foto di Marcello Carnevale,  Emilia Trovini e Tonino Bernardelli

Nel Cinquecento la zona venne funestata dai briganti, stanziatisi a Picinisco nel 1590; il fenomeno si ripresentò anche alla fine del Settecento e, con carattere differente, dopo l'unificazione d'Italia.  Nel 1927, nell'ambito di un'ampia revisione amministrativa operata dal regime fascista, Picinisco passò dalla provincia di Terra di Lavoro alla Regione Lazio divenendo parte della neo-costituita Provincia di Frosinone.

Un periodo funesto è rappresentato dalla seconda guerra mondiale, quando il paese trovandosi sulla Linea Gustav subì l'occupazione da parte dei soldati tedeschi che rastrellarono gli ebrei rifugiati e fecero sfollare gli abitanti. Bombardato, il paese fu sottoposto ad angherie e venne liberato la mattina del 29 maggio 1944 dalle truppe italiane.

Foto di Emilia Trovini Foto di maryanne20aprile
Il Palazzo degli Orologi e un vicolo del borgo - Foto di Emilia Trovini e maryanne20aprile

Nel dopoguerra, a causa di una forte crisi economica, un'importante emigrazione ridusse notevolmente il numero degli abitanti spopolando numerose frazioni.

Nel 1984 Picinisco venne colpito da un terremoto di magnitudo 5,9 che danneggiò il centro storico. 

Il centro storico di Picinisco, sviluppatosi all'interno della cinta muraria posta a difesa del castello, conserva tuttora le caratteristiche dell'impianto medievale fortificato.

Porta Saracena, Porta Codarda, Porta Rione, La Portella ed il duo Porta della Prece e Porta degli Orologi, sono gli storici ingressi del centro. In origine Porta Saracena era l'entrata principale ma, in seguito allo sviluppo urbanistico del paese, ha passato il testimone alla Porta degli Orologi.

Foto di Emilia Trovini
Palazzo signorile nel centro storico - Foto di Emilia Trovini

La "spina dorsale" è Via Maggiore (ora via G. Ferri), attraversa tutto il centro partendo da Piazza E. Capocci per giungere a Piazza Fucina, da lei diramano una miriade di viuzze laterali; palazzi signorili, vicoli e piazzette caratterizzano tutto l'"habitat".

Piazza E. Capocci con il palazzo degli orologi e il maestoso platano, rappresenta il cuore del paese.

Strutturata come un gigantesco terrazzo, offre un panorama indimenticabile della valle sottostante.

La parte più alta del centro storico è occupata dal castello che nasconde al su interno la suggestiva Piazza Rione, invece nella parte più occidentale sorge Piazza Fucina in cui è possibile ammirare una splendida meridiana 

Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa di S. Maria è tra le più antiche e illustri della diocesi di Sora, Aquino, Pontecorvo. Di stile romanico, è un tempio a tre navate con atrio e soffitto a capriate di legno. Situata fuori dal centro storico, viene menzionata nel 1110 d.C. nella bolla di Papa Pasquale II al vescovo di Sora Goffrido, è edificata su resti romani, all'interno custodisce un affresco del XIV secolo.

Collegiata di San Lorenzo Levita e Martire

Foto di Enzo Sorci
Interno della chiesa di San Lorenzo - Foto di Enzo Sorci

Costruita nel 1305 d.C. ma più volte ampliata e restaurata, conta tre navate, sacrestia, due cori e una cappella. All'interno vanta un organo a canne del Catarinozzi del 1739. Di grande interesse è il campanile dell'XI secolo di pietra lavorata con scala interna a chiocciola, probabilmente era una torre di avvistamento militare.

Chiesa di San Rocco

Edificata nel 1500 sotto il titolo di San Carlo Borromeo e successivamente Madonna delle Grazie, dal 1800 è dedicata a San Rocco; sita in Piazza E. Capocci è a navata singola a volta con tribuna ovale, possiede cinque altari dedicati alla Madonna delle Grazie, a San Giuseppe, a San Carlo e San Rocco, quest'ultimo è decorato con statue scolpite in stile romanico di cedro ed è posto nel centro della Chiesa.

Santuario della Madonna di Canneto


Il Santuario della Madonna di Canneto - Foto di Tonino Bernardelli

Il Santuario della Madonna di Canneto sorge nella Valle di Canneto (1020 m s.l.m.) posta alle falde del monte Meta. Viene menzionato per la prima volta in un documento del 819 d.C. La leggenda narra che la Vergine Maria apparve ad una pastorella in località Capo d'Acqua nella parte superiore della Valle. Le evidenze archeologiche dimostrano che, prima della nascita di Cristo, questo era un luogo di culto pagano dedicato alla Dea Mefiti e solo a partire dal 400 d.C. divenne luogo di culto cristiano. Vi si accede da Settefrati attraverso una strada panoramica, o da Picinisco percorrendo il sentiero che, passando per il Laghetto di Grotta Campanaro, attraversa un paesaggio di rara bellezza e suggestività. Da marzo a novembre comitive di devoti vi si recano a venerare l'antico simulacro della Madonna Bruna, il pellegrinaggio tocca il suo culmine ad agosto.

Chiesa di Santa Giusta

Tra le chiese più antiche di Picinisco, è situata nella borgata Antica. Fu costruita a spese di quella popolazione e già esisteva nel 1305. Nel 1826 venne costruito nelle vicinanze un cimitero che ora è in disuso.

Chiesa di S. Maria di Costantinopoli

Trovasi nella borgata Serre al capostrada detto "Selvamisera". Risale al 1629, anno in cui tal Stefano Cascarini ed altri devoti ne fecero richiesta al Vescovo di Sora.

Chiesa di San Giuseppe

Fu edificata nel 1714 nel sito denominato "Colavardio" (Colle della Guardia) nella borgata di San Giuseppe. Nel 1739 il vescovo le accordò il SS. Sacramento e il diritto di sepoltura.

Chiesa di San Gennaro

Edificata nell'omonima borgata nel 1703, precisamente in località Ara dei Lupi, a spese degli abitanti delle frazioni di Chiuselle, Casalucra, Rocca degli Alberi e Liscia.

Chiesa di San Pietro

Sita nell'omonima contrada, fu costruita nel 1689 sul largario del Collemartorello.

Castello di Picinisco

Foto di Emilia Trovini
Il Castello (1504) - Foto di Emilia Trovini

Il castello di Picinisco, con la cinta muraria, rivela fin dalle origini la sua funzione militare a difesa dell'area nord-est della Val Comino. Costruito nel 1054 dai due conti dei Marsi, Oderisio II e Rainaldo III, passò successivamente ai conti d'Aquino, ai Cantelmo e infine ai Gallio, che lo tennero fino all'estinzione della loro casata (1806).

Castello di Picinisco, torre semidistrutta

Foto di Enzo Sorci
Il Castello di Picinisco è stato colpito da un bombardamento aereo americano nel gennaio del 1944, che lo ha gravemente danneggiato; in particolare la torre centrale a corpo cilindrico è stata semidistrutta e tutt'ora versa in pessime condizioni - Foto di Enzo Sorci

 Il castello domina ancora con la sua massiccia mole a pianta rettangolare su tutto il centro storico. A nord-est si affaccia su Valle Romana, attraversata dal fiume Melfa. A sud-est fa bella mostra del suo prospetto principale composto da torri, cortine a scarpa, cammino di ronda, feritoie arciere e archibugiere. Nella rimanente parte è circondato dalle abitazioni del paese. La parte architettonicamente più compromessa è quella del Largo Rione, gravemente colpita da un bombardamento aereo americano nel gennaio del 1944; la torre centrale a corpo cilindrico fu semidistrutta e tuttora versa in queste condizioni.

Aree naturali

Foto di Franco Carnevale Foto di Franco Carnevale
Foto di Franco Carnevale Foto di Franco Carnevale
Foto di Franco Carnevale Foto di Vincenzo Corona
Immagini della parte montana di Picinisco - Foto di Franco Carnevale e Vincenzo Corona

Il territorio di Picinisco è, nella sua quasi totalità, parte del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il terzo parco più bello d'Europa secondo Lonely Planet.

La parte montana vede alternarsi vallate erbose e ampie faggete, nelle quali è possibile incontrare animali come l'orso, il cervo, il camoscio appenninico, il lupo, l'aquila reale e molte altre specie rare. Le zone più elevate sono caratterizzate da creste rocciose, pietraie, morene glaciali e laghetti. Nel fondovalle i prati, i campi lavorati e i terrazzamenti testimoniano la presenza umana.

Sentiero Italia

Picinisco, grazie soprattutto alla predisposizione territoriale, offre diverse opportunità di divertimento sia nel periodo estivo che invernale. 

Trekking: in estate l'attività principale è sicuramente l'escursionismo. Dalla località di Prati di Mezzo è possibile usufruire della vasta rete di sentieri che offre il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Bellissimi sentieri si diramano anche nelle immediate vicinanze del paese, attraversando boschi, oliveti, ruscelli, o costeggiando il caratteristico lago artificiale di Grotta Campanaro.

Mountain Bike: quasi tutti i sentieri sono percorribili anche in MTB. 

Arrampicata, "Morge del Corvo" 

Sport invernali: In inverno la ciaspolata, lo scialpinismo e lo sci, attirano sempre più persone. Anche in questo caso il sito di riferimento è Prati di Mezzo.

Camping: due aree predisposte al campeggio ed al pic-nic sono presenti in loc. Prati di Mezzo.

Arrampicata: a pochi km dal centro del paese è presente una splendida falesia immersa nel bosco ("Morge del Corvo") che offre circa 250 vie attrezzate di vario grado e con altezze che raggiungono anche i 35 metri. In inverno, a quote più alte, è possibile praticare l'arrampicata su ghiaccio.

Torrentismo: sport in crescita praticabile nel fiume Melfa.

Nel 1919 Picinisco ha ospitato lo scrittore inglese D.H. Lawrence, l'autore dì "L'Amante di Lady Chatterley". Trovò ospitalità in località Serre, dove si può visitare la casa in cui alloggiò. Fu proprio qui che trasse l'ispirazione per completare e ambientare l'altra sua opera "La ragazza perduta".  

Vini DOC
Il territorio comunale è luogo di produzione di alcuni vini regolamentati dal disciplinare Atina DOC

Formaggi
Pecorino di Picinisco D.O.P  

 Testo: Wikipedia

Foto di Tonino Bernardelli,  Ferdinando Potenti, Enzo Sorci, Emilia Trovini, maryanne20aprile, Franco Carnevale, Vincenzo Corona, Marcello Carnevale, Lauro Apruzzese, che si ringraziano per averle concesse in uso alla Provincia di Frosinone. 
La Provincia non detiene i diritti d'autore delle foto pubblicate. Esse sono e restano di proprietà esclusiva degli autori.
 
 






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