I COMUNI
  
Icona

Per una economia vincente del territorio


“Giornata dell’internazionalizzazione - Ciociaria incontra”
Evento organizzato da Confimpreseitalia Frosinone - Sabato 15 settembre 2018

Intervento della Dott.ssa Giuseppina Bonaviri - Presidente del Progetto Provincia Area Vasta Smart

Per una economia vincente del territorio

Giuseppina Bonaviri

 

Signor Presidente,

Gentili Ospiti,

 

grazie per essere stata invitata a questo importante convegno sull’internazionalizzazione delle imprese del nostro territorio in qualità di Presidente del Progetto Provincia Area Vasta Smart; un progetto che vuole sollecitare l’innovazione nei diversi settori del nostro sistema produttivo. Per poter realizzare un processo così ambizioso abbiamo raccolto le adesioni di molti comuni della provincia frusinate, di enti territoriali  e di ricerca nazionali, dell’ Universita’ di Cassino e del Lazio Meridionale, del Cnr, della Fondazione Etica. Su questa traiettoria sono importanti le collaborazioni con i responsabili dell’Area di sviluppo industriale, del Cosilam come lo e’ delle vostre associazioni.

 

Sono un dottore di ricerca in neuroscienze e prima ancora una psichiatria. Nel corso della mia attività di studiosa mi sono interrogata spesso sulle caratteristiche del nostro sistema sociale, politico e formativo e non da ultimo, ho focalizzato il mio interesse su cosa potesse essere utile alla ripresa del nostro entroterra per vincere una tra le battaglie storiche di questo strano tempo che viviamo: ovviamente la risposta più urgente è quella di riuscire a dare lavoro alle nuove generazioni. Nei 27 paesi dell’Unione Europea sono inoccupati o disoccupati il 25% dei giovani; nella nostra provincia il 47%. Un dato da analizzare attentamente. Nel 2017, secondo una recentissima indagine della Cisl, la fuga dei giovani dalla nostra provincia è pari a 2435.

In questo contesto cosa significa, allora, internazionalizzare le nostre imprese? Cosa ci aspettiamo da questa apertura al mondo?

La prima naturale risposta e’ quella di aumentare il numero di aziende che possono esportare la loro produzione in un numero sempre più crescente di paesi stranieri, ma sappiamo che un altro modo e’ quello di accettare che del capitale straniero possa entrare in quota parte delle imprese del nostro territorio (e’ quanto ha fatto Francesco Borgomeo salvando le esperienze di Anagni e Roccasecca) o ancora si potrebbero favorire la nascita di reti locali con l’ingresso di imprese straniere (conosciamo già nel settore auto questa importante esperienza). Rimane la nostra preferenza per la prima risposta: come aumentare il volume delle locali esportazioni e soprattutto -considerata la corsa di ciascun sistema economico ad introiettare innovazione di prodotto e di processo- cosa ci permetterà di essere sempre più competitivi nei mercati?

 

Dieci anni di crisi e la Quarta rivoluzione industriale hanno portato grandi cambiamenti come anche una interessante prospettiva, che premia la parte più evoluta dell’economia italiana, impegnando un numero sempre maggiore d’imprese in un notevole salto di qualità.

Le attività economiche nei paesi più avanzati sono chiamate, oggi, ad esprimere nuovi valori di riferimento: innovazione, creatività, personalizzazione e collaborazione (la cosiddetta coesistenza e coevoluzione coopetitiva) . Si sta determinando, anche se in modo ancora contraddittorio e parziale, uno spostamento della domanda mondiale dal terreno della quantità a quello della qualità e questo è da tempo uno degli obiettivi del sistema produttivo italiano, che più di altri, ha dimostrato di saper cogliere i desideri della clientela e di saper costruire su scala industriale beni e servizi su misura. Al tempo stesso l’attenzione alle esigenze del singolo cliente, affermata attraverso l’artigianalità, è un obiettivo del nostro sistema produttivo.

In tal senso questa vocazione determina un interessante indirizzo sull’impatto delle nuove tecnologie e della standardizzazione produttiva alle mansioni manuali e ripetitive che sono state sostituite dai sistemi di automazione. Questo processo di sostituzione in parte era già avvenuto durante gli anni della crisi globale ed in parte deve ancora avvenire, determinando in Italia una disoccupazione tecnologica inferiore rispetto a quanto avviene in altri paesi, come gli Stati Uniti, dove la produzione è legata al rapporto tra tecnologia e produzione di massa. Semmai per il nostro sistema produttivo sarà importante proseguire con il programma industria 4.0 formando nuovi esperti che dovranno realizzare e gestire il mondo della robotica. In questa direzione va l’interesse del Progetto Area Vasta Smart a partire da quanto sta mettendo in campo l’ Università di Cassino e del Lazio meridionale.

Resta alta, comunque, la domanda di quel lavoro manuale che è rappresentato dai cosiddetti vecchi “mestieri” e che contribuisce all’eccellenza del prodotto Made in Italy. I nostri giovani dovrebbero allora essere orientati alla cultura del talento artigianale, riuscendo ad adeguare la domanda internazionale sulle competenze e sull’offerta. 

 

Un altro aspetto necessario al superamento della crisi è quello del ruolo che possono avere gli assi di produzione riguardanti la distinzione e la tipicità che nel mercato del prodotto uniforme, globale e a basso costo  appartengono ad una idea di economia diversa. Oggi  è in crescita la domanda di prodotti con garanzia di qualità territoriale, in grado di esprimere le vocazioni del territorio in termini proprio di caratterizzazione qualitativa. Questa prospettiva è presente in molte realtà territoriale del Nord, che sono in grado di muoversi in maniera dinamica e relazionale sui mercati mondiali. Va accelerato questo percorso anche da noi.

 

 Nel processo suddetto la formazione di nuove generazioni di esperti che sappiano progettare e parlare le lingue degli attuali mercati, pianificando marketing ed usando la rete per promuovere e vendere lo “stile” appare fondamentale. Insomma saper fare e far sapere, tale che tra la parte iniziale e quella finale ci sia una produzione  per qualità e valore e per la presenza di competenze adatte, che non si limiti ad assemblare idee e prodotti fatti altrove.

Le dimensioni dell’innovazione in questa “quarta rivoluzione industriale” possono favorire il ritorno all’atto creativo ed all’umanesimo. Per far riconoscere il valore di un prodotto allora la strategia economica si legherà necessariamente a quella culturale di un posto. L’arte, la musica, il turismo sono tutti aspetti che si ritrovano all’interno della promozione di un “marchio paese”, che acquista valore solo se l’ attrattività del messaggio è confermata dall’ alta conoscenza.

 

Per realizzare di più è necessario, dunque, “valere di più”. La promozione economica in questa prospettiva si collegherà necessariamente alla tutela del territorio, del paesaggio, della storia di un paese ed alla relativa sua reputazione. Ecco allora che una improba prassi amministrativa danneggia l’economia due volte: primo perchè ostacola le aziende, secondo perchè appanna la reputazione del territorio. Per quanto detto, l’Italia deve impegnarsi da subito a recuperare il suo capitale di reputazione, quello che le ha regalato la sua storia, fuori dall’imbarbarimento e dalle derive sociali.

 

Frosinone, 15 settembre 2018

 

     

 





  © Copyright Provincia di Frosinone - P.zza A. Gramsci, 13 - 03100 Frosinone - tel. 0775.2191                                                      web engineering Real Virtual
   Sito ottimizzato per 1024x768                                                                                                                                                           Visitatori:987174