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Lavorare in Italia


Gli ingressi dall’estero per motivi di lavoro (subordinato, autonomo o stagionale) sono subordinati alla definizione di quote annue nazionali stabilite con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.) e ripartite successivamente, a livello locale, dal Ministero del Lavoro. In alegato, in fondo alla pagina, è possibile consultare e scaricare il Decreto Flussi relativo al 2004 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 18 del 23-1-2004).

In materia di lavoro la legge distingue tra cittadini comunitari ed extracomunitari. I cittadini comunitari provengono da paesi che fanno parte dell'Unione Europea mentre i cittadini extracomunitari provengono da paesi che non appartengono all'Unione Europea.

I cittadini extracomunitari che si trovano all'estero hanno diverse possibilità di ingresso in Italia per motivi di lavoro. In ogni caso è comunque necessario avere il permesso di soggiorno. Innanzitutto possono iscriversi alle liste di lavoratori tenute presso il Consolato italiano del proprio paese. I dati raccolti vengono poi trasmessi al Ministero del Lavoro ed inseriti nell’Anagrafe Annuale Informatizzata dei Lavoratori Extracomunitari (AILE) I datori di lavoro che desiderano assumere lavoratori stranieri ancora residenti all'estero, infatti, attingono da questo elenco. Consigliamo di visitare il sito dell’AILE www.aile.it.

I cittadini extracomunitari possono anche essere chiamati da una azienda che effettua una richiesta nominativa di autorizzazione al lavoro (chiamata diretta). Tale richiesta può fare ottenere un visto d'ingresso in Italia per motivi di lavoro.
Per le procedure che si devono seguire per poter assumere un lavoratore residente all’estero rimandiamo al sito della Polizia di Stato (www.poliziadistato.it/pds/cittadino/stranieri/stranier.htm). Molto utile puo' essere anche la scheda informativa redatta dal Progetto Meltingpot< www.meltingpot.org/articolo209.html.

Se, invece, un cittadino extracomunitario desidera svolgere un'attività di lavoro autonomo in Italia, deve richiedere al Consolato italiano del proprio paese un visto d'ingresso specifico. Il visto per lavoro autonomo consente l'ingresso in Italia agli stranieri che intendono esercitare un'attività professionale o lavorativa a carattere non subordinato. Per saperne di più sulle procedure burocratiche da seguire, vi consigliamo di consultare il sito del Ministero degli Affari Esteri (www.esteri.it/ita/5_32_183.asp) dove troverete tutte le informazioni riguardanti i requisiti e le condizioni per l'ottenimento del visto.

Inoltre, è importante ricordare che gli stranieri entrati in Italia per motivi di studio o formazione possono esercitare un'attività lavorativa a carattere subordinato. L'attività lavorativa può ammontare ad un massimo di 20 ore settimanali e, in ogni caso, non può durare oltre la scadenza del permesso di soggiorno.
Per maggiori chiarimenti in materia vi consigliamo di visitare anche il sito di Stranieri in Italia cliccando sul link riportato in basso.

Nella sezione Procedure per lavorare è possibile consultare una serie di schede informative sull'argomento molto chiare e dettagliate. Molto interessante è la sezione dedicata al lavoro domestico in cui è presente una raccolta completa della normativa sulle colf e badanti.

In allegato, in fondo alla pagina, trovate degli utilissimi prospetti informativi redatti da Cristina Troie del Centro Interculturale di Frosinone.

LINK: www.stranieriinitalia.it


Decreto flussi stagionali
Decreto flussi autonomi o subordinati
Attività di lavoro subordinato
Attività di lavoro autonomo
Attività di lavoro stagionale



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