I COMUNI
  

AREA VASTA SMART, evento di mercoledì 11 luglio 2018 - ore 18,30.
Comunicato stampa del 11/07/2018






L’incontro dell’11 luglio 2018, promosso dalla Presidente del Progetto Area Vasta Smart, Dottoressa Giuseppina Bonaviri, rientra nelle finalità proprie del progetto Smart della Provincia ovvero nella urgenza di definire la crescita e le conoscenze innovative sulle opportunità che può avere questo ente in un rapporto di collaborazione innovativa tra comuni, enti di ricerca, università e imprese del territorio.

 
Il Dr. Carlo Cottarelli ha studiato e osservato l’Italia come Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica e prosegue in questo impegno come Direttore dell’Osservatorio dei conti pubblici italiani dell’Università cattolica di Milano; il Prof. Giovanni Betta, rettore dell’Università di Cassino, conoscendo le criticità del  territorio offre, attraverso percorsi accademici, competenze  nel campo dell’innovazione biotecnologica indispensabile oggi per raggiungere nuovi traguardi.
    



Le province vivono, oggi, una
paradossale situazione: hanno visto ridotti i trasferimenti finanziari dallo Stato e le competenze che sono state centralizzate alle Regioni mentre nella quotidianità si verificano quelle necessità che, un ente intermedio fra Regione e 91 comuni, ha di coordinare un territorio di area vasta per  i servizi a rete e per quelli rivolti alla persona.


Il Progetto di Area Vasta Smart si innesca in un quadro normativo che sta cambiando il modo di intendere le soluzione delle periferie ecco perché, anche l’iniziativa dell’11 luglio, accrescere la capacità di progettazione ed innovazione che sta a cuore a tutti, nell’interesse dei cittadini.

Intervento di Giuseppina Bonaviri, Presidente Progetto Provincia Area Vasta Smart

Il Progetto Area Vasta Smart della Provincia di Frosinone prende forma nel 2016, momento in cui in qualità di presidente del Tavolo provinciale di solidarietà sociale, constatai che la crescente riduzione della spesa pubblica imposta dal governo ai comuni e alle province limitava qualunque progetto di riorganizzazione sostenibile e di espansione dei servizi locali, di innovazione sociale e, ancor peggio, lo squilibrio fra la richiesta dei cittadini in più critiche condizioni di vita rispetto alle risorse disponibili, appariva davvero incolmabile.

Tenendo a cuore questo primo obiettivo, abbiamo deciso di volerci confrontare col tema dello sviluppo economico a cominciare proprio dal nostro territorio per cercare di renderlo più attraente ai nuovi possibili insediamenti ed investitori e, non da meno, per sostenere le imprese presenti nel nostro distretto che sembravano maggiormente interessate ad adottare protocolli di innovazione indirizzati alla cooperazione e alla competitività.

Una scelta che ci è parsa obbligata in virtù anche della sfida lanciata dai mercati della globalizzazione e dalla rivoluzione tecnologica che da tempo richiama l’attenzione del nostro territorio apportando modifiche nei rapporti fra i settori della produzione e del lavoro, in una prospettiva aperta alle nuove generazioni. Senza velleitarismi, ma consapevoli che una delle prime condizioni dello sviluppo andava  indirizzata alla valorizzazione del capitale sociale, della istruzione, della ricerca e a ciò che si era andato stratificandosi nella comunità attiva nei lunghi decenni di crisi e di depauperamento del patrimonio sociale, abbiamo lavorato per creare quel modello di governance,  il più ampio ed avanzato, condiviso, integrato e convergente per favorire il miglioramento dell’efficienza delle amministrazioni locali che, nel nostro entroterra, sono spesso costituite da piccoli comuni di poche migliaia di abitanti. Un  ruolo che la Provincia - se pur nella sua attuale vulnerabilità normativa - poteva svolgere virtuosamente, ponendosi quale rigeneratore di sinergie a partire proprio dalle diversificate realtà presenti sul territorio: amministrazioni comunali,  enti pubblici e privati, associazionismo, volontariato, distretti. Unite attraverso l’adesione a progettualità complesse e di compartecipazione europea, queste realtà concorrono allo sviluppo interno senza tralasciare l’urgenza di arrivare ad una riduzione dei tempi burocratici per superarne i limiti che attualmente risultano i veri ostacoli del cambiamento.

Per questa ragione e ritenendo un grave errore aver voluto ridurre il ruolo delle province (soprattutto in un territorio come il nostro composto da 91 comuni), il Progetto Area Vasta Smart si è posto come obiettivo immediato quello di essere luogo privilegiato di  promozione rispetto alla progettazione più innovativa, una vera e propria piattaforma prototipale replicabile secondo il nuovo modello attuale di sostenibilità. Tutto questo è in linea con quanto previsto e richiesto dall’Agenda 2030 e  2050 dell’Unione Europea.

Così facendo, stiamo dando vita ad un ecosistema di innovazione del frusinate che riduce le disuguaglianze presenti fra le grandi aree urbane e quelle interne. Nel Lazio questo traguardo va raggiunto in tempi brevi per il potere d’attrazione che esercita la Capitale nel mondo ma che non può andare a nocumento della storia, delle architetture e delle risorse ambientali dei piccoli e medi comuni di cui la nostra Regione è ricchissima e, fortunatamente.

Dare corpo ad un programma di governo locale di Area Vasta Smart che realizzi sviluppo e salvaguardi l’identità dei territori passa dal rispetto dei diritti dei cittadini, dalla trasparenza, dalla legalità e dalle scelte che insieme saremo capaci di fare in un tempo breve ed in clima favorevole alle svolte richieste.



Frosinone, 11 luglio 2018 

 

   





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