I COMUNI
  

Per una ECONOMIA VINCENTE del territorio
Comunicato stampa del 07/01/2019




Giuseppina Bonaviri

Il Progetto Provincia Area Vasta Smart sintetizza un’ idea che vuole sollecitare l’innovazione nei diversi settori del nostro sistema produttivo. Per poter realizzare un processo tanto ambizioso abbiamo raccolto in un unico accordo di partenariato le adesioni di molti comuni della provincia frusinate, di enti territoriali  e di ricerca nazionali come l’ Universita’ di Cassino e del Lazio Meridionale, del Cnr, della Fondazione Etica, dell’Ircss S.Lucia  interrogandoci sulle caratteristiche del nostro sistema sociale, politico, formativo  e non da ultimo focalizzandoci su cosa potesse essere utile alla ripresa dell’ entroterra per vincere una tra le battaglie storiche più complesse di questo strano tempo che viviamo: la mancanza di lavoro per le nuove generazioni. Nei 28 paesi dell’Unione Europea sono inoccupati o disoccupati il 25% dei giovani; nella nostra provincia il 47%, un dato da analizzare attentamente. Nel 2017, secondo una recente indagine della Cisl, la fuga dei giovani dalla provincia è pari a 2435.

In questo contesto cosa può significare internazionalizzare le nostre imprese e cosa ci si aspetta da questa apertura al mondo?

La prima naturale risposta e’ quella di aumentare il numero di aziende che possono esportare la loro produzione in un numero sempre più crescente di paesi stranieri, ma sappiamo che un altro modo e’ quello di accettare che del capitale straniero possa entrare in quota parte delle imprese del nostro territorio come anche  favorire la nascita di reti locali con l’ingresso di imprese straniere. La  preferenza rimane ovvia: come aumentare il volume delle locali esportazioni e soprattutto -considerata la corsa di ciascun sistema economico ad introiettare innovazione di prodotto e di processo- quali fattori possono consentire, alla provincia frusinate, di essere sempre più competitiva sui mercati internazionali.

Dieci anni di crisi e la Quarta rivoluzione industriale hanno portato grandi cambiamenti come anche una interessante prospettiva, che premia la parte più evoluta dell’economia italiana, impegnando un numero sempre maggiore d’imprese in un notevole salto di qualità.

Le attività economiche nei paesi più avanzati sono chiamate, oggi, ad esprimere nuovi valori di riferimento: innovazione, creatività, personalizzazione e collaborazione, la cosiddetta coesistenza e coevoluzione coopetitiva. Si sta determinando, anche se in modo ancora contraddittorio e parziale, uno spostamento della domanda mondiale dal terreno della quantità a quello della qualità e questo si è dimostrato essere da tempo uno degli obiettivi del sistema produttivo italiano, che più di altri, ha saputo cogliere i desideri della clientela e saputo costruire su scala industriale beni e servizi su misura. Al tempo stesso l’attenzione alle esigenze del singolo cliente, affermata attraverso l’artigianalità, rimane un obiettivo del nostro sistema produttivo.

In tal senso questa vocazione sta determinando un interessante indirizzo sull’impatto delle nuove tecnologie e della standardizzazione produttiva alle mansioni manuali  che sono state sostituite dai sistemi di automazione. Il conseguente processo di sostituzione -in parte avvenuto durante gli anni della crisi globale- e che in parte ancora deve avvenire ha determinato in Italia una occupazione tecnologica inferiore rispetto a quanto avviene in altri paesi dove la produzione è legata al rapporto tra tecnologia e produzione di massa.

Per il nostro sistema produttivo sarà importante proseguire con il programma industria 4.0 formando nuovi esperti che dovranno realizzare e gestire la ricerca in progress della robotica. In questa direzione è diretto l’interesse del Progetto Area Vasta Smart restando, oltremodo alto, l’interesse al lavoro manuale  rappresentato dai  vecchi “mestieri” che contribuiscono all’eccellenza del prodotto Made in Italy. I giovani dovrebbero essere orientati alla cultura del talento artigianale, riuscendo ad adeguare la domanda internazionale sulle competenze e sull’offerta.   

L’ altro aspetto da considerare per il superamento della crisi è quello del ruolo che possono avere gli assi di produzione riguardanti la distinzione e la tipicità che nel mercato del prodotto uniforme, globale e a basso costo  appartengono ad una idea di economia diversa. Oggi  è in crescita la domanda di prodotti con garanzia di qualità territoriale, in grado di esprimere le vocazioni del territorio in termini proprio di caratterizzazione qualitativa. Questa prospettiva è già presente in molte realtà territoriale del Nord, che sono in grado di muoversi in maniera dinamica e relazionale sui mercati mondiali, cosa che va accelerata  anche in questo entroterra.  

 Nel processo suddetto la formazione di nuove generazioni di esperti che sappiano progettare e parlare le lingue degli attuali mercati, pianificando marketing ed usando la rete per promuovere e vendere “lo stile locale” appare fondamentale.

Le dimensioni dell’innovazione in questa “quarta rivoluzione industriale” possono, allora, favorire il ritorno all’atto creativo ed all’umanesimo che servirà a far riconoscere il valore di un prodotto e la strategia economica che lega esperienze  culturali diverse. L’arte, la musica, il turismo sono tutti aspetti che si ritrovano all’interno della promozione di un “marchio paese”, che acquista valore solo se l’ attrattività del messaggi verrà confermata dall’alta conoscenza.  

Per realizzare di più è necessario, dunque, “valere di più”. La promozione economica in questa prospettiva si collega alla tutela del territorio, del paesaggio, della storia di un paese ed alla relativa sua reputazione. L’Italia, per quanto detto, dovrà dunque impegnarsi da subito a recuperare il suo capitale di reputazione, quello che le ha regalato la storia, fuori dall’imbarbarimento e dalle derive sociali e noi, con le nostre idee, saremo sempre pronti a darle una mano. 

Frosinone, 7 gennaio 2019

 

 





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